Situazione Insigne: solo un armistizio strategico

La situazione Insigne è tutta da scrivere: non c'è nessuna certezza, ma il Napoli sta operando delle mosse strategiche per salvaguardarne il valore

Ieri tutti i giornali hanno sciolto la gloria: Insigne resterà al Napoli. Accordo trovato e siglato con un bacio a casa Ancelotti. Sarà…

Sarà, ma nel calcio, soprattutto nel calcio mercato, fidarsi è bene, ma non fidarsi è di gran lunga la cosa migliore. Se non vale nulla una firma in calce ad un contratto, figurarsi che valore può avere un abbraccio seppur accompagnato da un virile bacetto sulle guance. Opinione di chi scrive: l’incontro dei giorni scorsi non ha cambiato di una virgola la situazione di partenza. Il che non vuol dire che Insigne certamente partirà, ma non c’è alcuna garanzia che resti.

Ricorda molto da vicino un pranzo che si tenne lo scorso anno, più o meno di questi tempi. De Laurentiis si presentò a casa Sarri col figlio e Nicola Lombardo, se la memoria non tradisce. Alla fine, senza nessun comunicato ufficiale, ovviamente, fu fatta filtrare la voce di un accordo ritrovato. Sappiamo tutti come andò a finire.

Insigne ha diritto di guadagnare di più e giocare per vincere

L’incontro dei giorni scorsi dal punto di vista strategico è una mossa intelligente, quasi dovuta. In caso di vendita non si deve dare l’impressione di un giocatore separato in casa. Ovvio che tutte le società interessate giocherebbero al ribasso. Al tempo stesso è bene fare in modo che il ragazzo possa ritrovare un feeling coi tifosi. Non solo per questo fine stagione ma anche per il futuro, nel caso la cessione non andasse a buon fine.

Ripetiamo un concetto che abbiamo espresso in tutte le salse, ma è sempre bene ribadire: Insigne ha tutto il diritto di voler cambiare squadra. Insigne è un professionista, gioca per i soldi e per la gloria. Soldi e gloria che potrà raccogliere in misura maggiore altrove, su questo non c’è dubbio. Solo nel calcio si pretende l’amore per la maglia. In nessuna altra professione al mondo esiste una cosa del genere. Insigne è un professionista ha il diritto sacrosanto di pensare ai suoi interessi. Il fatto che sia napoletano non può essere un vincolo.

Cessione complicata, serve un “miracolo” di Raiola

Chiarito per l’ennesima volta questo concetto, appare chiaro che il giocatore ha deciso di monetizzare il contratto più importante della sua carriera. E nessun potrà dargli torto. Al tempo stesso anche il Napoli può decidere di monetizzare la sua cessione, sapendo che di qui in avanti il valore del giocatore è destinato a scendere, al contrario del contratto, che è destinato invece a salire. Quando si parla di mercato non si deve mai far prevalere le ragioni del cuore, ma sempre quelle della testa. Il Napoli oggettivamente non può permettersi di sforare un certo limite del monte ingaggi. Pensare di dare 6 o 7 milioni a Insigne è folle, anche perché non si tratta di un giocatore che sposta gli equilibri. Quei soldi in Napoli potrebbe darli solo ad un giocatore da 40 gol complessivi a stagione. Non è il caso di Lorenzo.

La “pace” dei giorni scorsi a casa Ancelotti è senza dubbio strategica. Ma non è vincolante. Fermo restando che non sarà facile vendere un giocatore che il Napoli non può svendere, e che non vale i soldi che la società chiede. Ecco perché le possibilità che Lorenzo resti ci sono. Ecco perché è stato giusto dire certe cose. Ma la realtà è la stessa di qualche giorno fa. Insigne ha preso Raiola perché vuole andare via e/o guadagnare di più. E a De Laurentiis una cosa del genere non dispiacerebbe più di tanto. Il Napoli chiede tuttavia un prezzo molto alto, ovvero 100 milioni di euro. Il valore Transfermarkt, per quanto possa contare, è di 75 milioni di euro, ma è aggiornato a fine dicembre 2018. La prima parte di stagione di Insigne è stata di altissimo livello, la seconda estremamente deludente. Pertanto, per avvicinarsi alle richieste del Napoli serve un miracolo di Raiola.

Banner 300 x 250 – Caseificio – Post
Potrebbe piacerti anche