Sarri-Juve, tra astratto e concreto

Si parla tanto di Sarri come nuovo allenatore della Juve, ma da giorni il convintissimo fronte Ramadani afferma che l’indomani è il giorno giusto.

Nel suo ultimo editoriale, Luca Momblano ha scritto: “Oggi tutto questo rappresenta la discriminante tra l’astratto e il concreto, dove il concreto ce l’ha in mano la grande stampa sportiva ambientale. Questa è la piega presa, ai miei occhi, dall’intera vicenda. Salvo clamorose sorprese, come dicono quelli bravi“.

Il punto di domanda è questo: quale sarebbe questa discriminante tra l’astratto e concreto? Il fronte Sarri o, per essere più precisi, il fronte Ramadani, dà per sicuro l’arrivo alla Juve. Sulla base della nostra inchiesta e delle info in nostro possesso, pur riconoscendo la solidità mediatica di questo robustissimo fronte, gli elementi astratti superano di gran lunga quelli concreti.

Il fronte Sarri, capeggiato dagli inossidabili esponenti principali del calciomercato, sta facendo leva su yacht ormeggiati a Montecarlo, sulle dichiarazioni di un ragazzino che avrebbe strappato una “confessione” a Sarri e su una storia Instagram di un ricco saudita. Quest’ultimo risponde al nome di Hasan Nagoor, azionista di minoranza dei Blues. Azionista di minoranza, appunto. Dall’Inghilterra rimangono basiti dell’importanza data in Italia a questa storia di Instagram, in quanto danno per certo che Nagoor non ha alcuna conoscenza delle scelte societarie.

Il fronte Guardiola, che abbiamo appoggiato in virtù di fatti concreti, ha parlato di Maserati e incontri, ma è stato schernito dalla stampa “di regime”. Al contrario, il fronte Ramadani si basa sulle dichiarazioni di un ragazzino o sulla storia Instagram di un piccolo azionista, dando tutto ciò come indizi assolutamente concreti e incontrovertibili.

Andrà come andrà, il fronte più robusto ha dato adito a notizie astratte…

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