Perché non è stato Marotta a rovinare l’Inter

Dopo il pessimo girone di ritorno (solo 27 punti in 18 partite) è caccia al colpevole in casa Inter: qualcuno sta accusando Beppe Marotta, insediatosi da qualche mese

“Marotta è stato mandato dalla Juve per sabotare l’Inter”. Questo è solo uno dei commenti che si leggono sui social nei confronti del dirigente nerazzurro insediatosi a fine 2018.

Intanto l’Inter aveva 39 punti nel girone di andata e, come sempre negli ultimi anni, si è arenata nel ritorno dopo aver coltivato sogni di gloria. Iniziamo il nostro discorso ribadendo un concetto. Il mercato estivo, a differenza di certe deliranti esaltazioni, è stato orrendo e lo scriviamo da agosto! E il mercato estivo non lo ha fatto Marotta!

Nel girone d’andata le cose andavano bene in termini di punteggio, ma quante partite sono state convincenti? Nel ritorno poi i problemi si sono esacerbati e l’atteggiamento di Icardi è stato la chiave di questa crisi. Potrà anche aver segnato 150 gol, ma l’incidenza a livello di gioco di squadra non è quasi mai stata positiva. Sugli atteggiamenti nei confronti dello spogliatoio, dei tifosi e dell’Inter in generale stendiamo un velo pietoso!

Marotta ha semplicemente agito di concerto con gli altri dirigenti, rimuovendo la fascia a un calciatore irriverente e poco rispettoso nei confronti di una società gloriosa come quella nerazzurra. Una nuova Inter potrebbe prescindere da Icardi.

I problemi principali sono sul campo :due vittorie, entrambe contro le ultime due classificate, sono il bottino delle ultime sette partite. Se fino a qualche giornata fa la qualificazione in Champions sembrava cosa certa, adesso Spalletti è obbligato a vincere contro l’Empoli. Per carità, il destino è nelle mani dell’Inter e, tra l’altro, non è affatto detto che Milan e Atalanta batteranno entrambe due squadre che si stanno scornando per ottenere il ricco premio in denaro per arrivare al decimo posto. Ma questo psicodramma era evitabile. I colpevoli sono allenatore e giocatori, con colpe che vanno chiaramente divise.

La rosa è mediocre per certi livelli e il mercato non ha migliorato la squadra, come testimoniato anche dal campo, che è giudice incontrovertibile. Poi la gestione di certe situazioni ha lasciato a desiderare. Ma i brocchi c’erano prima dell’insediamento di Marotta e Icardi ha creato problemi da sempre.

Altrove è stato scritto che Marotta ha iniziato troppo presto a impostare l’Inter di Conte. Il 13 dicembre, giorno del suo insediamento, gli scenari erano molto meno chiari, ragion per cui qualsiasi ragionamento a riguardo ha poco senso. Negli ultimi anni è arrivata l’ecatombe dopo Natale e non c’era certo Marotta. Marotta è arrivato all’Inter per fare mercato e mettere quella disciplina che mancava.

Adesso sarà chiamato a liberare tante slot (sono almeno 10 i giocatori inadeguati per far parte di una rosa competitiva) e acquistare calciatori funzionali. Le macerie le ha trovate e non sono certo frutto del suo operato. L’ambiente non è stato certo lui a destabilizzarlo. Basti vedere quanto sta succedendo ogni anno nelle stagioni post-triplete. Marotta rappresenta l’uomo dell’alba di una nuova era, con l’obiettivo di rinverdire i fasti di un passato non troppo distante. I distruttori sono altri e sono ancora tesserati nerazzurri…

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