Napoli, il punto sugli attaccanti

Il Napoli balla sulle punte. Tra conferme, mancati rinnovi e sogni più o meno realizzabili, gli attaccanti tornano al centro di ogni discorso

La sosta forzata dell’attività agonistica sposta momentaneamente l’attenzione dal campo per quanto riguarda il Napoli, e non solo. Il balletto degli attaccanti coinvolge Mertens, Milik, Petagna e Belotti.

Napoli, tra presente e futuro, al tempo del coronavirus

Probabilmente, nell’immaginario collettivo di tifosi e addetti ai lavori, per il Napoli, Gennaro Gattuso doveva essere soltanto un  traghettatore. Un tecnico pro tempore, chiamato innanzitutto a riportare un po’ di fiducia ed autostima in un ambiente fortemente destabilizzato da un inizio di stagione assai complesso. È innegabile che una certa confusione palesata nelle strategie di mercato in estate abbia prodotto conseguenze nefaste nelle scelte attuate da Ancelotti. Ed in subordine, nel rapporto tra lo stesso allenatore emiliano e la società.

Tuttavia appare evidente quanto, attualmente, il Napoli sia una squadra dalla precisa fisionomia. Sicuramente efficace. Con un gioco, a tratti, addirittura piacevole. Funzionale ad esaltare le caratteristiche degli uomini che compongono la rosa a disposizione di Ringhio. Non a caso, le voci relative alla sua conferma anche per la prossima stagione si fanno sempre più insistenti.

Pur non trascurando il ritorno di Champions, con il Barcellona. E senza dimenticare, naturalmente, la semifinale di Coppa Italia, contro l’Inter. Il Napoli, prima della doverosa sosta imposta al calcio dalle vicissitudine connesse al coronavirus, sembra sia tornato prepotentemente alla ribalta in campionato, aspirando legittimamente ad un posto in Europa League.

Gattuso vuole duttilità e mutevolezza

Il miglioramento del Napoli, sotto la guida di Gattuso, tanto dal punto di vista dei risultati, quanto sul piano squisitamente tecnico-tattico, è evidente. La riscoperta degli azzurri, che hanno nuovamente preso consapevolezza della loro forza, nonché della bontà dei princìpi imposti dall’allenatore di Schiavonea, si esprime attraverso un sistema di gioco ben definito (il 4-3-3). Ma interpretato con duttilità e mutevolezza.

In sostanza, con i Top Club (o presunti tali…), la squadra tiene un atteggiamento guardingo. Lascia agli avversarsi il controllo del possesso palla, speculando sulle loro manchevolezze. Così da poter approfittare dell’abilità di mezz’ali e trequartisti nel ribaltare velocemente il fronte attraverso una rapida transizione. Diversa attitudine, invece, contro squadre di metà o bassa classifica. Prese in mezzo dal giropalla a ritmo sostenuto e dai meccanismi di aggressione e riaggressione alta attuati dagli azzurri.

Mertens è una certezza

In questo contesto, l’eccellente rendimento di Mertens è ideale per blindare il presente del Napoli. Oltre che gettare un ponte sul futuro della prima linea azzurra. Ciro il Belga appare rinvigorito dalle promesse di rinnovo. I ben informati, infatti, sussurrano della imminente firma sotto un nuovo contratto biennale, da 4 milioni netti a stagione. Cui aggiungere un benefit alla firma, di 2,5 milioni. Oltre al riconoscimento di un bonus (cinquecentomila annui), che scatterebbe al raggiungimento della quota di venti gol, e/o per la qualificazione in Champions League.

E’ innegabile che finora il Napoli di Gattuso abbia evidenziato un potenziale enorme, specialmente nella batteria di giocatori ricchi di qualità tecniche e fantasia, che agiscono alle spalle del centravanti. Eppure la squadra appare suscettibile di migliorie proprio nella posizione occupata dal principale terminale offensivo.

Milik resta un’incognita

Del resto, la querelle Milik resta una grana da risolvere quanto prima. Circa il prolungamento del contratto (scadenza a giugno 2021) del polacco, la società da un bel po’ sta cercando di fare chiarezza. Senza addivenire a nessun tipo di intesa, tale da soddisfare le richieste di Arkadiusz. O meglio, l’accordo sulla parte economica sarebbe pure stato raggiunto. Il Napoli pare intenzionato a riconoscergli uno stipendio di 3,5 milioni a stagione, fino al 2024.

Voci di corridoio, però, insistono sulla distanza abissale relativa alla clausola risolutiva, da inserire in calce alla firma. Proprietà e direzione sportiva non si schiodano da una cifra “importante”. Non meno di 80 milioni di euro. La controparte ne riterrebbe congrua una che si attesti intorno ai 50 milioni. Si profila un discreto braccio di ferro. E la possibile cessione a giugno.

Petagna e Belotti fanno ondeggiare la “nove” del Napoli

Da questo punto di vista, la società s’è mossa per tempo, acquistando a gennaio dalla Spal, Andrea Petagna, per 16,5 milioni (più 3 di bonus), lasciato in prestito agli estensi fino a giugno. Tipico centravanti, morfologicamente in grado di fare reparto da solo, Petagna è un bisontino. Bravo nell’allungare le linee e contendere tutte le seconde palle. Fa a sportellate, senza alcun timore, con i difensori, sia con il pallone a terra, che in volo.

Un calciatore posizionale dalla doppia dimensione. Da un lato, può occupare il cono di luce tra i centrali avversari, attaccando lo spazio e cercando di creare superiorità numerica attraverso un dribbling “di forza”. Dall’altro, viene a cucire il gioco, abbassandosi incontro ai centrocampisti, per creare spazio alle sue spalle.

In definitiva, un attaccante dalle precise caratteristiche, che crea spazi da attaccare con i tagli degli esterni o gli inserimenti delle mezz’ali. In subordine, occupa spazio, e gioca di sponda con la squadra.

Paradossalmente, movimenti che fa benissimo Andrea Belotti. I dettagli di un affare da imbastire, ancora abbastanza in embrione, dovrebbero prevedere, in cambio del Gallo, la cessione di Petagna al Torino. Oltre al coinvolgimento di Simone Verdi, che a luglio i granata saranno obbligati a riscattare, versando al Napoli 20 milioni di euro. Una trattativa da 40 e passa milioni di euro complessivi, che farebbe contenti tutti quanti.

Il nocciolo della questione resta sempre lo stesso. Il calcio sta attraversando un momento contingente privo di certezze. Nonostante tutto, il centravanti, che sia esso classico, posizionale o atipico, continua ad affascinare, in maniera trasversale, tifosi e addetti ai lavori. Ribaltando, seppur per un breve periodo, gli umori nefasti che alimentano ogni discorso sulla ripresa dell’attività agonistica.

Francesco Infranca

Banner 300 X 250 – Lieto – Post
Banner 300 x 250 – Aragon Trasporti – Post
Potrebbe piacerti anche