Liverpool e Tottenham in finale di Champions: l’importanza dell’intensità

Liverpool e Tottenham sono arrivate in finale di Champions non senza una dose di fortuna e casualità, ma impressionano per corsa e intensità

Liverpool e Tottenham hanno raggiunto una finale di Champions dopo essere stata con un piede e mezzo fuori già dai gironi. Solo la sfortuna del Napoli e gli harakiri dell’Inter hanno permesso loro di avanzare dopo un girone pessimo. Il Liverpool ha perso ben quattro partite, mentre il Tottenham ha superato il girone perché ha avuto la fortuna di aver preso il Barcellona al Camp Nou solo all’ultim giornata. Ma dall’autunno alla primavera le squadre inglesi si trasformano.

Napoli e Inter avrebbero meritato di passare più di Liverpool e Tottenham. Tuttavia, con ogni probabilità, se avessero giocato contro queste due compagini in primavera sarebbero state eliminate senza opporre grossa resistenza. Il discorso è semplice: condizione fisica e intensità. Le italiane svolgono una preparazione che consente loro di stare in buona condizione in autunno, mentre in primavera patiscono.

Il calcio inglese e, nello specifico, Liverpool e Tottenham, non si sono dimostrati avanti a tutti a livello di gioco. Basta analizzare le partite, vedere le azioni, i movimenti e i gol. Il Liverpool ha eliminato il Barcellona segnando tre gol con palloni recuperati e/o messi in mezzo. Il quarto poi è stato molto particolare. Anche il Tottenham ha segnato tre gol all’Ajax in 45 minuti con i propri giocatori che si sono buttati negli spazi.

Si tratta, pertanto, di una supremazia fisica e di condizione. A testimonianza di questa tesi, possiamo passare in rassegna i protagonisti di queste qualificazioni, ovvero non elementi di spicco, non i migliori delle due squadre. Lucas è un giocatore sottovalutato, ma non è paragonabile per quanto fatto in carriera non solo a Messi o CR7, ma anche a calciatori di livello inferiore. Origi, lo ricordiamo, viene da una stagione con più luci che ombre nel modesto Wolfsburg dopo aver deluso nelle prime annate al Liverpool. Wijnaldum nel 2016, a 26 anni, era retrocesso con il Newcastle, così pure Sissoko, che ieri e all’andata, grazie alla sua forza fisica, ha messo in grossa difficoltà l’Ajax.

Fermo restando che il fattore fortuna e gli episodi hanno inciso tantissimo, quello che impressiona in Liverpool e Tottenham è questa condizione fisica straripante, che ha permesso loro di segnare tre gol in due secondi tempi, quando la rimonta era difficilissima. E questi gol non sono arrivati né per giocate dei migliori giocatori (il Liverpool non aveva due top player in attacco e il Tottenham non aveva il suo bomberone), ma sono stati frutto di un’intensità che non ha lasciato respirare gli avversari.

Nonostante Cristiano Ronaldo e il livello molto alto di alcuni giocatori a disposizione di Allegri, la Juve è mancata proprio di intensità contro l’Ajax. Anche il Tottenham ha subito il gioco dei Lancieri, ma non è mai uscito dalla partita e ha controbattuto grazie a corsa e forza fisica. Probabilmente in Italia dobbiamo rivedere la preparazione…

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