Lecce-Lazio, cosa non è andato

La Lazio di Simone Inzaghi va solo applaudita. Vediamo nei dettagli cosa non è andato contro il Lecce e un monito per Lotito per il futuro

La Lazio di Simone Inzaghi ha perso 2-1 contro il Lecce dando quasi certamente addio al sogno scudetto.

In linea generale, come ampiamente prevedibile, una rosa già non attrezzata per giocare ogni tre giorni, non poteva resistere dopo gli infortuni capitati in questo periodo. Perdere alcuni calciatori importanti limita inevitabilmente le scelte tecnico-tattiche e fa spompare gli altri.

La Lazio ha giocato contro un Lecce combattivo e poco più, che di certo non si è reso protagonista di una partita sontuosa. La squadra di Liverani aveva trovato subito il gol, poi annullato per controllo di braccio da parte di Mancosu. Dopo il gol di Caicedo l’errore è stato quello di averci messo la giusta decisione per chiudere la partita. Come se la squadra di Inzaghi avesse inconsciamente sottovalutato il Lecce. Poi è arrivato il gol di Babacar. L’errore su rigore di Mancosu avrebbe potuto abbattere i padroni di casa ma non è stato così. Tra l’altro Maresca ha concesso un rigore molto molto discutibile.

Nel secondo tempo, preso il gol da Lucioni, la Lazio ha attaccato stancamente e non tutti ci hanno creduto. È subentrata un po’ di rassegnazione, mentre il Lecce si è difeso con voglia. Come quanto successo alla Juve, prendere un rigore simile, psicologicamente ammazza. Sarà anche contemplato dal nuovo regolamento (ad ogni modo l’interpretazione di Maresca non contempla invece il buon senso!), ma questi tipi di rigore distruggono il calcio. Aggiungi che la Lazio ne aveva avuto uno contro ugualmente assurdo contro il Milan, e il dado è tratto.

Detto questo, una grande squadra reagisce, soprattutto alla luce del fatto che l’avversario il rigore l’ha sbagliato. La Lazio è arrivata a vincere tante partite consecutive sulle ali dell’entusiasmo. Giocando ogni settimana, e stando in stato di grazia a livello mentale, è più facile fare punti e andare oltre i propri limiti. Limiti che in realtà sono più di rosa che di undici titolare. Con la squadra al top la Lazio ha dimostrato di essere competitiva. Magari non avrebbe tenuto testa alla Juve fino alla fine, ma senza COVID-19 e più spazio per recuperare dagli infortuni non avrebbe avuto questo calo.

Il Lecce, dal canto suo, è una squadra molto strana. Gli uomini di Liverani sono uterini. Quando il Lecce perde le distanze e si deconcentra prende poi goleade. Eppure i 4 gol presi dal Milan evidentemente sono dovuti più ai meriti dei rossoneri. I pugliesi hanno fermato in stagione molte delle big, battendo Napoli e Lazio nonché pareggiando contro Juve e Inter. Se il Lecce rimane sul pezzo prende fiducia e coraggio, facendo leva sui 3-4 calciatori sopra la media che ha a disposizione.

La Lazio era andata a mille per tanto tempo. Immobile può superare il gol di Higuain e una flessione fisiologica era prevedibile. La qualificazione in Champions non è in discussione. Nonostante la sconfitta della Juve, questa Lazio sembra non avere più energie psico-fisiche per puntare allo scudetto, ma almeno il quarto posto è certo. Adesso la società dovrà essere brava a utilizzare i soldi della Champions. Napoli e Milan sono entrate a regime e hanno basi importanti. Per affrontare anche la massima competizione europea per club, più che prendere campioni (nessuno li pretende da Lotito) serve puntellare con alcuni ricambi all’altezza dei titolari.

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