Kai Havertz sulla bocca di tutti

Analisi tecnico-tattica di Kai Havertz, stella del Bayer Leverkusen e al centro del calciomercato. Sarri lo adora a lo vuole alla Juve, ma non è l'unico...

Kai Havertz è uno dei nomi principali sotto i riflettori a seguito della ripresa della Bundesliga dopo la pandemia di coronavirus.

Havertz non è certamente un nome nuovo nel calcio mondiale e sul taccuino dei DS dei migliori club europei. Il Bayer Leverkusen non ha alcuna intenzione di venderlo a settembre (mese in cui inizierà il calciomercato) e punta a trattenerlo fino a giugno 2021, in modo che il suo prezzo possa schizzare verso l’alto. Su di lui ci sono tutti i principali club europei.

L’addio di Julian Brandt in direzione Dortmund ha accelerato il processo di crescita di Kai Havertz. Dimenticate il calciatore visto contro la Juve, con la squadra di Bosz totalmente soggiogata dai bianconeri. Con il passare delle settimane, il quasi 21enne tedesco è stato messo al centro del gioco del Bayer. Il tecnico Bosz gli ha cucito un nuovo ruolo e negli ultimi mesi il ragazzo è assolutamente esploso, segnando già 11 reti e servendo 5 assist in Bundesliga.

Foto STUART FRANKLIN/POOL/AFP via Getty Images

 

La posizione naturale di Havertz è decisamente quella di collante tra il centrocampo e l’attacco. Il giovane tedesco può essere considerato il classico trequartista, almeno come caratteristiche tecniche. Il ragazzo ha giocato anche esterno offensivo o addirittura interno di centrocampo, a dimostrazione della grandissima versatilità. Havertz è alto 1,89 e ha un fisico assolutamente inusuale per un trequartista.

Essendo un calciatore completo, quindi anche veloce, rapido e forte di testa, il tecnico lo ha dirottato nel ruolo di falso nueve. L’infortunio di Kevin Volland e Lucas Alario ha spinto Bosz a cucirgli questa posizione, che il ragazzo ricopre nel migliore dei modi. Pertanto, con calciatori rapidi sulla fascia e tecnici a supporto, Kai Havertz è il sole attorno al quale ruotano gli altri pianeti.

In questa stagione, il ritorno alle competizioni lo ha visto battere un nuovo record: Kai Havertz è diventato il primo giocatore a realizzare 35 gol in Bundesliga prima di raggiungere l’età di 21 anni. Un traguardo che ha raggiunto due settimane prima del suo compleanno. Questo è un altro motivo per cui questo ragazzo è sotto la bocca di tutti.

Havertz sta costantemente alzando l’asticella delle proprie prestazioni e, di conseguenza, delle aspettative che tecnici, addetti ai lavori e società interessate rivestono in lui. Il ragazzo ha oramai numeri da punta, ma non ha le movenze del centravanti.

Kai Havertz è una seconda punta

Quando il giovane tedesco ricopriva la sua posizione naturale di trequartista, Owen Hargreaves lo ha definito “un ibrido tra Özil e Ballack”. Havertz è fortissimo nel tagliare tra le linee della difesa avversaria e nel lanciarsi in profondità, a dimostrazione del fatto che incarna a perfezione la nuova generazione di “macchine”, calciatori completi che eccellono dal punto di vista, fisico, atletico e tecnico.

Eppure il classe ’99 nativo di Aquisgrana ha molte remore nel giocare spalle alla porta. Chi si aspetta un’evoluzione alla Totti, per adesso ne rimane deluso. Il Totti reinventato centravanti, o falso nueve, è stato un calciatore fortissimo anche spalle alla porta, che riusciva ad avere la meglio anche su difensori rocciosi. Havertz, nonostante l’altezza e la bravura di testa, fugge dai duelli fisici con i centrali, non perché sia gracile (tutt’altro!), bensì perché non è abituato.

«In questa nuova posizione posso scendere a centrocampo, che è sempre stato il mio gioco, e quindi non è cambiato molto, a parte che sono diventato più pericoloso davanti alla porta avendo più possibilità di andare in area».

Un calciatore delle sue caratteristiche ha il potenziale per diventare anche un falso nueve puro, ma i tecnici dovrebbero lavorarci. Ben più fattibile vederlo nel ruolo di seconda punta pura, in combinazione con un centravanti classico. In certi schieramenti di ancelottiana memoria, Havertz potrebbe giocare in una sorta di modulo ad albero di Natale, a supporto dell’attaccante, proprio come faceva Kakà ai tempi del Milan.

Il suo modello è Toni Kroos e afferma di apprezzare altri fuoriclasse, del calibro dello stesso Kakà, di Zidane o di Ronaldinho. Troppo diverso dagli ultimi due (meno giocoliere, anche se i numeri di alta scuola non gli mancano), è dotato invece delle caratteristiche atletiche, tecniche e delle movenze del brasiliano ex Milan.

La cosa che più impressiona è che il ragazzo è praticamente ambidestro, sapendo utilizzare indistintamente entrambi i piedi. Ciò offre imprevedibilità nelle giocate. Lontano dal numero 10 romantico, Havertz è un profilo efficace, moderno e il prototipo del trequartista moderno. 

Se limerà i difetti spalle alla porta, dove si riduce ad appoggiare il pallone al compagno all’indietro, Havertz può diventare un attaccante devastante. Non a caso è il sogno di Sarri per la Juve, una delle tante squadre che hanno mostrato interesse per lui. Venendo sempre incontro al centrocampo per giocare la palla o buttandosi tra le linee, Havertz ha riproposto qualche metro più avanti i movimenti che svolgeva sulla trequarti.

Mettendo da parte i soliti discorsi retorici sulla predestinazione, Kai Havertz è un calciatore offensivo quasi totale. Il tecnico che lo allenerà quando si trasferirà in una big (solo nel 2021 se il Bayern terrà fede alle sue promesse verso i tifosi) potrà deciderne cosa farne. Lo scenario più probabile è che Havertz diventerà definitivamente una seconda punta a supporto del centravanti, ma la giovane e età e le immense qualità non possono certo far escludere le ipotesi di un’evoluzione verso il ruolo di falso nueve o anche di esterno.

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