Hakim Ziyech e Lorenzo Insigne, due destini simili

Hakim Ziyech ha disputato una grandissima Champions League con l'Ajax, mentre con il Marocco ha ancora una volta deluso

Hakim Ziyech è stato uno dei giocatori più in vista nell’Ajax di Ten Hag, che ha strabiliato l’Europa e il mondo nell’ultima edizione della Champions League. I Lancieri disegnavano triangoli geometrici pressoché perfetti e lo spirito di squadra era a livelli elevatissimi.

La domanda che è sorta in tempi non sospetti è la seguente: fino a che punto i calciatori dell’Ajax sono forti di per sé e dove subentra la forza del collettivo? La risposta è difficile e non ci sarà un parere unanime, eppure qualche considerazione va fatta.

Hakim Ziyech è un giocatore che, più di tanti altri, ha bisogno di stare nel giusto collettivo. Non si tratta di un trascinatore né di un accentratore. Insieme ad altri compagni dotati di grande tecnica, tutti inseriti nel giusto contesto, le sue qualità vengono fuori nella maniera più bella ed è una delizia per gli occhi. Nell’Ajax il 26enne nativo di Dronten può dialogare con Tadic o Neres, nel Marocco il punto di riferimento è il modesto En-Nesyri.

Contro il Benin (Marocco eliminato ai rigori), la squadra di Renard si è disposta con un 4-2-3-1, con tutto il peso dell’attacco e della creazione del gioco su Ziyech. I compagni, tra fasce difensive e centrocampo, sono tutt’altro che scarsi, ma Ziyech ha bisogno di elementi in fase offensiva con cui dialogare. In questo contesto tattico predica nel vuoto.

Nell’ultima stagione con l’Ajax il ragazzo ha segnato 18 gol e 13 assist, servendo 3,4 passaggi chiave in media a partita. In questa Coppa d’Africa è stato disastroso. Molti si chiederanno qual è il vero Ziyech. La risposta, lo ribadiamo verte tutta sul contesto tattico…

A riguardo non possiamo non citare un talento italiano tanto discusso, quel Lorenzo Insigne tanto criticato ma, allo stesso tempo, voluto a furor di popolo in nazionale sotto la guida di Ventura. Renard è un allenatore degno di tal nome e non è Ventura, ma non è stato capace di mettere Ziyech nelle giuste condizioni. Le nazionali sono pertanto un capitolo a parte. Messi, leggenda di questo sport, fa parecchia fatica in una nazionale che da troppi anni è messa in campo in maniera folle e scriteriata. Insigne è stato messo in ruoli per lui assurdi quando il CT era Ventura. Le sue prestazioni in nazionale erano negative, ma Insigne non è né un esterno di centrocampo né un centrocampista offensivo.

Nel Napoli di Ancelotti ha fatto benissimo in Champions, segnando gol importantissimi contro PSG (due volte) e Liverpool. Nell’inferno di Anfield, seppur in grossa difficoltà visto l’atletismo degli uomini di Klopp, aveva servito a Callejon un pallone d’oro, clamorosamente sprecato dallo spagnolo. A differenza di Ziyech, Insigne ha un altro problema: quando non è in giornata si innervosisce, inizia a tentare certe giocate in maniera compulsiva e può diventare dannoso per la squadra. La seconda parte di stagione con il Napoli ne è la testimonianza.

Con la nazionale, in un contesto tattico cucito da Mancini su misura per i giocatori di talento, invece Insigne si è esaltato…

Tornando a Ziyech, in un contesto tattico come quello di Sarri o Guardiola potrebbe diventare uno dei migliori interpreti in circolazione nel ruolo, mentre in un Manchester United (squadra difensiva e tanto criticata) rischierebbe di essere coinvolto nel marasma generale…

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