Cosa abbiamo appreso da Torino-Lazio

Nella nostra breve analisi di Torino-Lazio sottolineiamo come il risultato equilibrato sia stato casuale

La Lazio di Simone Inzaghi ha vinto un’altra partita in rimonta dopo quella contro la Fiorentina. Se quella contro la squadra di Iachini è stata sofferta e frutto di eventi contestati, quella contro il Torino è stata di dominio totale.

Il vantaggio del Torino è stato del tutto casuale, con un pallone calciato da Nkoulou che è carambolato sul braccio di immobile. Dopo il gol, la squadra di Longo ha mostrato grinta e poco altro. Il Torino non ha praticamente mai fatto vedere la benché minima azione manovrata, accettando la superiorità tecnica della Lazio e rinculando troppo.

Dal canto suo, la Lazio ha invece giocato una partita all’insegna della calma, aspettando l’errore avversario per poi colpire. I gol sono arrivati nel secondo tempo, a suggello di una supremazia indiscutibile e oggettiva. Il Torino ha giocato palle lingue per un isolatissimo Belotti, rinunciando a vere e proprie trame di gioco. La Lazio è arrivata dalle parti di Sirigu sfruttando la difesa troppo bassa del Toro, che è stato punito al minimo errore, ma i gol erano nell’aria.

La Lazio continua quindi la rincorsa al primo posto. Senza la vittoria nel finale contro la Fiorentina certe energie mentali sarebbero venute in po’ meno. Invece la speranza di poter competere dà coraggio e il coraggio dà entusiasmo. Contro il Milan non ci saranno Caicedo e Immobile, squalificati, ma Inzaghi farà leva sul falso nueve e lasciando pochi punti di riferimento.

Da sottolineare l’ennesima prestazione maiuscola di Milinkovic-Savic, dominante a livello fisico e spesso pericoloso sia in fase di assist che realizzativa. Il calciatore serbo è il più insostituibile tra tutti nella rosa biancoceleste. Al massimo potrà riposare in uno o due match sulla carta più abbordabili. Con ogni probabilità, contro il Milan gli saranno affidate consegne maggiormente offensive.

Questa vittoria della Lazio non è stata di carattere e nervi, ma di pazienza e insistenza. La partita non è stata tirata né equilibrata. Il Torino di Longo è passato in vantaggio, ma poi si è chiuso. Lyanco e Nkoulou si sono resi protagonisti di ottimi interventi, ma quando si gioca così basso, senza uno straccio di trama, affrontare squadre così superiori diventa proibitivo. Il punto è che questo Torino rischia di perdere contro tutte, vista la scarsa organizzazione generale.

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