Collina, la personalità che manca agli arbitri di oggi

Ripercorriamo due momenti chiave della carriera internazionale di Pierluigi Collina, uno dei migliori arbitri di sempre, soprattutto per personalità

Pierluigi Collina è stato eletto miglior arbitro del mondo per sei anni consecutivi, a testimonianza delle sue qualità che lo hanno reso leggendario e iconico. Oggi il fischietto bolognese compie 60 anni.

Nel calcio di oggi si discute tanto sulla personalità dei direttori di gara. Spesso viene concluso che molti arbitri hanno buona formazione tecnica, ma peccano in personalità nei momenti decisivi. Nelle discussioni tra i calciatori e con i calciatori, spesso i litigi degenerano e l’arbitro risolve estraendo cartellini a go go oppure, nell’eccesso opposto, si fa mettere i piedi in testa dai calciatori.

Pierluigi Collina era noto per essere un arbitro autoritario ma, allo stesso tempo, riusciva ad evitare che le dispute degenerassero. I calciatori che discutevano con lui venivano immediatamente allontanati, con Collina che faceva orecchie da mercante e “non dava confidenza” a chi si opponeva a una sua decisione.

L’esempio più famoso è quello dell’alterco tra Repka e Davids in Repubblica Ceca-Olanda degli Europei 2000, un match deciso da un rigore dato da Collina agli olandesi e contestato dai cechi, ma reputato giusto secondo le moviole.

Repka ed Edgar Davids si scontrano tra loro durante il match. Davids si diresse verso Collina, il quale lo fece calmare in un istante (e Davids non era noto per essere un calciatore esattamente calmo…). Repka non si placava e continuava ad utilizzare toni minacciosi nei confronti di Davids. A quel punto Collina decise di intervenire con una prima spinta, per poi darne un’altra al giocatore ceco (questa volta più forte) quando quest’ultimo insisteva. E alla fine tutti si allontanarono.

Un altro episodio che vale la pena ricordare relativamente a Collina è “il tocco di umanità” dopo la finale di Champions tra Bayern e Manchester United. I bavaresi subirono la rimonta finale degli inglesi ad opera di Sheringham e Solskjaer e Collina decise di andarli a consolare.

Collina è stato un arbitro che aveva quel tocco di umanità impresso nel suo essere autoritario. Un arbitro a cui i calciatori davano grande ascolto e che evitavano di sfidare. Collina è l’arbitro per antonomasia, un direttore di gara dotato di grandi capacità psicologiche e di saper affrontare ogni situazione nel migliore dei modi. La sua grandezza sta non solo nell’abilità di prendere le mere decisioni arbitrali, ma di saper gestire tutte le situazioni con buon senso, autorità (ma non dispotismo) e con quel tocco di umanità.

 

Vincenzo Di Maso

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