Chelsea di Sarri in finale… con pragmatismo e Jorginho

Il Chelsea ha eliminato l'Eintracht ai rigori dopo un match molto sofferto. Gioco molto diverso rispetto a quello ai tempi del Napoli per Sarri

Dopo che il Chelsea ha conquistato la finale di Europa League, Maurizio Sarri ha dichiarato: “Ci sono tanti giocatori fortissimi a livello individuale in questo campionato, ma sono portatori di palla e ci vuole tempo per innescare la mentalità offensiva di trasmetterla veloce. Non si può replicare situazioni passate, mi diventa difficile e forse poco produttivo visto alcuni giocatori. Questo Chelsea ha più giocatori da colpo individuale rispetto a quelli di sistema che avevo a Napoli“.

Queste dichiarazioni rispecchiano l’andamento della partita, con un Chelsea che ha sfruttato bene le individualità nel primo tempo, per poi calare, subire gli avversari e rimanere in partita. Importantissima è stata l’assenza di Kanté, elemento fondamentale per il centrocampo dei Blues.

Ma andiamo con ordine e vediamo cosa abbiamo appreso da questo match.

Kepa si è riscattato

Da cosa doveva riscattarsi Kepa? Da un errore? No, da quanto successo in occasione della finale di EFL Cup, quando decise di non uscire per far entrare Willy Caballero. Il Chelsea poi perse la lotteria dei rigori e il portiere basco fu linciato dai media.

Ieri ha vinto il personale duello con Trapp, uno che aveva una media di un rigore parato su tre, a fronte di quasi un rigore su cinque per il portiere basco.

Quello parato a Hinteregger è stato inusuale. Molti giocatori tirano al centro della porta proprio perché si aspettano che il portiere si tuffi. Non è stato il caso di Kepa, il quale ha dovuto utilizzare tutti i suoi riflessi per mantenersi in equilibrio e bloccare il pallone sotto le gambe. Molti giocatori hanno tirato a sinistra, ovvero alla destra del portiere, ma proprio su quel lato Kepa ha ipnotizzato Paciecia.

La prestazione di Jorginho in assenza di Kanté

Jorginho è un giocatore sempre oggetto di discussione. Non di rado, quando le sue prestazioni calavano, i tifosi del Chelsea lo invitavano a cercarsi un’altra squadra. Kanté è un elemento fondamentale e la sua assenza è stata pesantissima. Ma chi si aspettava che l’italo-brasiliano si facesse travolgere dalla forza d’urto teutonica si sbagliava. L’ex Napoli ha disputato una delle sue migliori partite della carriera, riscattando prestazioni deludenti e anonime nel corso di questa stagione.

Loftus-Cheek, grandissimo protagonista nel primo tempo (a prescindere dal gol) e poi calato alla distanza, ha espresso parole al miele nei confronti del compagno di squadra.

La maggior parte dei fan non capisce quanto sia bravo Jorginho perché non ruba l’occhio, è poco appariscente. Fa la cosa semplice ma è estremamente efficace. Per noi come squadra, aiuta a costruire il gioco e tutto passa attraverso di lui. Quando giochiamo bene, lui è il primo a giocare bene. È un giocatore importante per la nostra squadra. Per me che sono un centrocampista avanzato, se Jorginho gioca alto mi dà l’opportunità di prendere la palla, e mi dà spazio perché risucchia i giocatori. È fondamentale per noi, anche in fase difensiva, mette ordine e ha grandissime qualità tattiche“.

Nel video un’azione di Jorginho emblematica della sua partita. Il numero 5 dei Blues recupera palla con una veronica ed effettua un triangolo rapidissimo, lanciando poi Hazard in contropiede con uno splendido filtrante.

 

La differenza con il Napoli di Sarri

Un confronto con il Napoli di Sarri a livello di forza della squadra va fatto a 360 gradi. Il calcio è un gioco collettivo ed è fondamentale che vi siano giocatori di sistema. Come ha sottolineato Sarri, si tratta di due squadre con tipi di giocatori diversi. Il Napoli di Sarri era composto da giocatori adattissimi per il collettivo, mentre il Chelsea dello stesso tecnico italiano è una squadra con più portatori di palla. Il costruttore è lo stesso, Jorginho, ma il gioco offensivo è diverso. Sarri aveva individualità di livello in attacco, ma nessuno come Hazard. L’undici titolare del Napoli era certamente più vicino a un’idea di calcio più sarriana e il gioco ne beneficiava decisamente di più.

Ma il Sarri visto in Premier ha dimostrato di essere un tecnico con mentalità molto più aperta rispetto a quanto riportavano in Italia. Già con il Napoli 2017/2018, almeno nella seconda parte di stagione, si è visto un Sarri più pragmatico, che riusciva a far fronte alle giornate no di alcuni suoi giocatori. In Premier si è adattato, puntando anche sui singoli, nello specifico Hazard. Il belga ha disputato un match incolore, a differenza della stagione in sé, che è stata strepitosa, ma nel momento decisivo ha segnato l’ultimo rigore, quello che ha regalato la finale al Chelsea e a Sarri.

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