Calcio femminile: gli USA sono il traino del movimento

Gli USA hanno vinto i mondiali di calcio femminile. Ci soffermiamo sulla figura della Rapinoe, sul vantaggio rispetto all'Europa e sugli auspici per il futuro

Gli USA vincono il secondo mondiale consecutivo di calcio femminile. Le ragazze statunitensi hanno regolato l’Olanda con un sonoro 2-0.

Parliamo della protagonista principale, per poi passare ad alcune considerazioni sul mondiale femminile.

Rapinoe, semplicemente un simbolo

Megan Rapinoe ha vinto il Golden Boot dopo aver segnato 6 gol e servito 3 assist. Statistiche molto simili a quelle di Alex Morgan, ma la Rapinoe ha giocato meno minuti e questo è stato il criterio per l’assegnazione del premio. Il sesto gol è arrivato in finale, quando ha trasformato un rigore del secondo tempo. Le ragazze degli USA erano sicuramente nervose e frustrate, in quanto non riuscivano a sfondare quel muro invalicabile eretto dalla Van Veenendaal. Questo nervosismo non lo si è visto nella 34enne Rapinoe, glaciale e sicura come sempre.

La Rapinoe non è stata solo una goleador, ma ha incantato con dribbling e giocate d’altissima scuola. Semplicemente l’arma più letale a disposizione degli USA.2

La Rapinoe è stata protagonista di una polemica nei confronti del presidente USA Donald Trump. La ragazza aveva dichiarato: “Non ho intenzione di andare in quella fottuta Casa Bianca…”. Donald Trump: “(…) Sono un grande fan della Nazionale degi Stati Uniti, e del calcio femminile in generale, ma Megan dovrebbe vincere prima di parlare. Finite il lavoro!”. “E adesso come la mettiamo?
Megan non aveva cantato l’inno e aveva definito “bigotto” il presidente, molto conservatore e che non gradisce la presenza di omosessuali il nazionali. L’attaccante della nazionale di calcio femminile aveva risposto a riguardo: «Non si può vincere una competizione come questa senza gay in squadra, non è mai successo prima. È scienza. Sono motivata dalle persone a cui piaccio e che combattono le mie stesse battaglie. Mi danno molta più energia che provare a dimostrare agli altri che si sbagliano. Per me essere gay durante i Mondiali e il mese del Pride è fantastico».

Un movimento apripista?

Negli USA giocare al calcio per le bambine è da sempre normalità, come in Europa è da sempre per i bambini. Il movimento crescerà, ma c’è tanto da lavorare. Dopo un mondiale che ha tenuto incollate alla TV quasi un miliardo di persone in totale, ci sono squadre in Italia che si sono dovute ritirare dal calcio femminile.

Lo sport USA è troppo diverso dal nostro, ragion per cui bisogna cambiare ma non snaturarsi troppo. Questo hype mediatico deve andare avanti, altrimenti sarà improbo attrarre investimenti che consentano al calcio femminile di passare finalmente al professionismo. Basti pensare che le ragazze italiane del calcio femminile guadagnano un massimo di 30.000 euro l’anno e per loro non sono previsti contributi previdenziali.

Ci auguriamo che lentamente venga sradicata una certa mentalità di personaggi che, da un lato hanno pregiudizi verso alcune atlete omosessuali e, dall’altro lato cercano foto sexy della Morgan o della Rosucci, con buona pace dell’aspetto sportivo.

Il calcio femminile sta crescendo in Europa e in Italia, l’attenzione mediatica è stata notevole, il livello delle nostre è salito moltissimo, l’organizzazione tattica è al livello delle migliori europee e c’è una società come la Juve che sta investendo. Serve che questi investimenti diventino capillari e che venga superata una certa mentalità retrograda…

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