1906, lo scudetto del Milan e la fine dell’epoca dei pionieri

Nel 1906 si giocava il nono campionato italiano, noto come Prima Categoria. Quel campionato ebbe luogo da gennaio a maggio. Le partecipanti erano solo 5, ovvero Andrea Doria e Genoa per la Liguria, Milan e US Milanese per la Lombardia e Juve per il Piemonte.

Dei precedenti 8 campionati italiani, ben 6 erano andati al Genoa, mentre uno ciascuno a Milan e Juve.
Proprio le uniche tre scudettate si affrontavano nel girone finale. C’erano spareggi per le varie regioni, con la Juve che arrivò direttamente al girone finale, essendo l’unica squadra partecipante per il Piemonte.

Il Genoa arrivò nel girone finale dopo aver prevalso in partita di andata e ritorno contro l’Andrea Doria, per il girone ligure. Il Milan avendo vinto analogamente il girone lombardo contro l’U.S. Milanese.
La Juventus come unica iscritta di quello piemontese, fu ammessa direttamente in finale.

Il girone tra Genoa, Juventus e Milan venne disputato in partite di andata e ritorno.

Il 18 marzo la partita Juventus-Genoa (a Torino) viene sospesa a causa della prima invasione di campo della storia del calcio italiano. La partita verrà ripetuta il 1 aprile – a Milano in campo neutro – e da Torino e da Genova vennero organizzati i primi due treni speciali di tifosi. Quello del Genoa e della Juventus furono quindi i primi della storia.

Per la cronaca, la partita vide prevalere i bianconeri per 2-0.

Lo scudetto del 1906 il Milan lo vinse a tavolino perché la Juve si rifiutò di giocare lo spareggio su un campo neutro che tale non era: si trattava del campo di Affori, appena fuori Milano. Da aggiungere che il Milan si era giovato di una vittoria a tavolino sul Genoa in un incontro precedente, in quanto i liguri non si erano presentati alla sfida perché matematicamente fuori dal giro scudetto. La Juve era quindi già infuriata di per sé.

Ed intanto iniziò a finire un’epoca, sia per il Genoa che per il calcio italiano: terminò l’epoca dei pionieri e il football divenne man mano un fatto non solo sportivo ma anche sociale e di costume. Un calcio in cui poco più di un decennio dopo divenne anche un fenomeno industriale: la Juve passò agli Agnelli mentre il Milan ai Pirelli.

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