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L’incubo dell’Italia ancora fuori da un Mondiale è sempre più vivo dopo la disastrosa serata al Renzo Barbera: la squadra di Mancini ha lasciato un vuoto incolmabile in tutti i tifosi azzurri, soprattutto dopo la vittoria degli Europei. Tante le parole di delusione, rabbia e riflessione da parte di tutti, compresi gli addetti ai lavori. Tra questi c’è Dino Zoff che ha voluto parlare dell’Italia del Mancio ai microfoni di Radio Radio.

“Abbiamo una buona rosa, ma non siamo nelle migliori condizioni di forma, e giovedì si è visto. Ma non possiamo dire che l’Italia non abbia giocatori, quei trenta importanti li abbiamo sempre avuti e li ha anche questo gruppo. Poi ci sono anche i ricambi generazionali che influiscono sui risultati. Io l’ho provato a Monaco 1974, c’è stato un momento critico e siamo tornati a casa sui cellulari, quelli della polizia, dopo che prima del Mondiale avevamo fatto cose strabilianti”.

Tante critiche per la squadra azzurra, con maggiore attenzione al reparto offensivo che contro la Macedonia del Nord ha creato tanto ma non ha concretizzato niente. Questione generazionale oppure blackout momentaneo?

“A Palermo non l’abbiamo messa dentro ma di attaccanti ne abbiamo. Giovani? Se sono buoni nelle loro squadre vengono fuori e li mettiamo in Nazionale, oggi poi hanno forti personalità e non è come ai miei tempi che eravamo timidi e i tempi di maturazione di un calciatore più lenti. Ora è il contrario, un giovane dopo tre partite è in Paradiso. Comunque in Nazionale devono giocare i migliori, vecchi e giovani. Certo quando poi ci sono degli stop come questo ti devi un po’ guardare intorno e pensare a cosa farai”.

Subito dopo l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali in Russia del 2018 Ventura diede subito le dimissioni, al momento però Mancini non sembrerebbe intenzionato a lasciare il timone.

“Se dopo la mancata qualificazione al Mondiale, Mancini deve dimettersi? Non lo so, dipenderà da lui. Io non voglio buttargli delle croci addosso, non sarebbe giusto e non ho voglia di dare questi giudizi”.

Ripartire dalle riforme per far tornare in alto l’Italia?

Con un tonfo del genere, con ben 12 anni di esclusione dalle Coppe del mondo, l’Italia è entrata in un vortice da risolvere anche abbastanza velocemente. Appena finita la partita al Barbera, in tanti hanno rivendicato delle nuove riforme che cambino le sorti del calcio nostrano. Ecco cosa pensa Zoff ad esempio della Serie A:

“Ai miei tempi del mio piccolo Friuli eravamo in dieci a giocare in Serie A e quattro in Nazionale, ora sono trenta anni che, sì e no, ce ne va uno. Le riforme? Non si può passare da un estremo all’altro, però forse due squadre in serie A le eliminerei”.