Bukayo Saka ha avuto il coraggio di prendersi sulle spalle la responsabilità di calciare uno dei rigori decisivi della finale dell’Europeo tra Italia ed Inghilterra. Classe 2002, si è presentato sul dischetto come il suo amico Jadon Sancho, altro giovanissimo, e Marcus Rashford. Il ragazzo ha mostrato fegato e nel calcio si sa, sbaglia chi osa, non chi resta nelle retrovie a guardare. Nonostante la giovane età Bukayo e i suoi compagni si sono presentati davanti al gigantesco Donnarumma per battere i rigori più importanti della storia della Nazionale Inglese, con gli occhi di 90.000 persone sugli spalti più qualche altro miliardo da casa.

Il loro coraggio non è stato riconosciuto, sommersi di insulti razzisti e disonorati come traditori della peggior specie. Il talento dell’Arsenal si è preso il suo tempo per smaltire la botta, e poi ha replicato via Twitter:

“Questo messaggio non basterà per far capire quanto sono grato per tutto l’affetto che ho ricevuto, e mi sento di dover ringraziare tutti coloro che mi hanno supportato. È stato un onore far parte di questa nazionale inglese: i miei compagni saranno fratelli per sempre e sono grato per tutto quello che ho imparato da ciascun giocatore e ciascun membro dello staff che ha lavorato così tanto.

Aiutare questa squadra a raggiungere la nostra prima finale dopo 55 anni, vedere la mia famiglia sugli spalti sapendo quanto mi abbiano dato per aiutarmi a essere lì: questo per me significa tutto. Non ci sono parole per dirvi quando sono stato dispiaciuto per il risultato e per il mio rigore. Credevo davvero che avremmo potuto vincere per voi.

Mi dispiace che non siamo riusciti a “portare a casa il trofeo” quest’anno, ma prometto che daremo tutto ciò che abbiamo per assicurarci che questa generazione sappia cosa si provi a vincere. La mia reazione dopo la partita ha detto tutto: sono stato tanto male. Ho pensato di avere deluso voi e tutta la mia famiglia inglese, ma posso promettervi che non permetterò che questo momento, o questa negatività che ho ricevuto questa settimana, mi spezzi.

A quelli che sono stati dalla mia parte e che mi hanno mandato lettere di cuore, augurando il meglio per me e la mia famiglia, sono veramente grato. Questo è ciò che il calcio dovrebbe essere. Passione, persone di ogni razza, genere, religione, contesto che si riuniscono per il condiviso piacere per le montagne russe del calcio.

Per le piattaforme social come Instagram, Twitter e Facebook: nessun bambino o adulto deve ricevere gli odiosi e offensivi messaggi che io, Marcus (Rashford, ndr) e Jadon (Sancho, ndr) abbiamo ricevuto in questa settimana. Sapevo sin da subito che avrei ricevuto questo tipo di odio ed è brutto sapere che le nostre potenti piattaforme non stiano facendo abbastanza per fermare questi messaggi. Non c’è posto per razzismo o odio di nessun tipo nel calcio e in nessuno spazio della società.

Alla maggioranza delle persone che si sono opposte a certi messaggi, attraverso azioni e riferendo i commenti alla polizia, e a coloro che cacciano via l’odio essendo gentili con il prossimo dico che vinceremo. L’amore vince sempre“.