• Tempo di lettura:2Minuti

Mesi fa la Rai acquistò i diritti tv dei mondiali per 170 milioni di euro. Ma se l’Italia non dovesse qualificarsi gli introiti crollerebbero a picco.

Vittoria, o quasi– Lo scorso aprile la Fifa annunciò che la Rai aveva acquistato i diritti di tutte le 64 partite del mondiale. Il presidente Marcello Foa dichiarò che fu un “grande successo“, mentre l’amministratore delegato Fabrizio Salini disse di essere “molto felice di aver riportato i Mondiali di calcio“. Ma mai cantare vittoria troppo presto, perché stando alle indagini della stessa Rai, effettuate ad agosto, in caso di mancata qualificazione dell’Italia gli introiti calerebbero del 25%. Quindi se gli Azzurri non dovessero partecipare, per l’emittente pubblica italiana sarebbero grossi guai. Le perdite sarebbero disastrose.

Irlanda del Nord e l’appuntamento decisivo– Nella partita contro l’Irlanda del Nord erano 11 milioni gli spettatori italiani. Con uno share del 40%, la partita ha decisamente dato ottimi risultati. L’Italia attira e la Rai lo sa bene. A Marzo, quando cominceranno gli spareggi, qualcuno ha un motivo in più per tifare la Nazionale. Il nostro avversario lo sapremo questo 26 novembre, e si spera in un avversario alla portata. C’è però da fare un appunto: in autunno gli inserzionisti si fanno più sentire, e così anche gli ascolti. Le perdite per il mondiale di Qatar si smorzerebbero, ma fatto sta che 64 partite senza Italia non si possono tenere.

Soluzione– E quindi cosa fare nel nefasto caso in cui dovessimo saltare anche questo mondiale? Dare i diritti a Sky o Amazon in sub-licenza. Ci sono già stati diversi contatti con queste due pay tv (e non con Mediaset, principale competitor). Il 50% delle partite passerebbero quindi a una delle due società, giusto per mettere una toppa alle perdite. Si vedrà, di certo l’intenzione attuale della Rai è di tenersi i diritti nella speranza che si vada in Qatar.