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Luciano Moggi si è espresso così sulla situazione della Roma: “Il ritorno di Ranieri a Roma? Non c’è bisogno di descriverlo: un allenatore che va lì per tre mesi dicendo che ha amore per la città, accettarlo è fuori dubbio.
Roma-Empoli della settimana passata, però, ha messo in mostra i problemi. Sarri probabilmente potrebbe essere l’allenatore del prossimo futuro. Ma c’è una certezza: non capendo di calcio, questo presidente (Pallotta, ndr) da Boston si fa consigliare da consiglieri incapaci”.

Tralasciato il personaggio, che può essere disprezzato dai più, sottolinea uno dei passaggi più importanti sulla situazione della Roma: quello di avere un presidente che di calcio non ci capisce e che deve necessariamente farsi consigliare da un consulente come Baldini che di scelte, ne ha sbagliate parecchie in questi otto anni di presidenza.

Il patron americano è interessato a mantenere la squadra competitiva e a portare a termine il travagliato progetto dello stadio, ragione principale che ha portato lui e il suo gruppo ad acquistare la Roma nel 2011, dopo che Unicredit aveva cercato ardentemente dei soggetti disposti ad investire sul club capitolino.

Nonostante gli sforzi, Pallotta non è ancora riuscito a portare neanche un trofeo alla Roma. La dimensione come club è risalita, visti anche i miglioramenti nel ranking UEFA, ma sono state fatte scelte azzardate sul mercato che rischiano di costare caro. Altre società hanno padri padroni, che delegano il mercato, ma volendo avere l’ultima parola. Sabatini e Monchi hanno invece puntato su un mercato improntato sulle plusvalenze, rivoluzionando la squadra praticamente ogni anno.

Quello che possiamo imputare a Pallotta è quello di non essere riuscito a farsi una conoscenza del lato sportivo, concentrandosi quasi esclusivamente su quello economico. In questi casi il rischio di una fregatura è dietro l’angolo. Poi Moggi è andato avanti esaltando il modello Lazio, cosa sulla quale non possiamo assolutamente essere d’accordo, in quanto Lotito ha raggiunto solo una volta la fase a gironi di Champions in tre lustri di presidenza.

 

Giacomo Cappellin