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Dopo il pareggio ottenuto in casa della Lazio, il Milan consolida il quinto posto, posizione tutt’altro che malvagia considerando i punti persi nel finale proprio all’Olimpico o contro Inter e Napoli. Nonostante l’ottima posizione in classifica rimangono alcuni dubbi sulla squadra di Gattuso ed abbiamo deciso di analizzare dunque cosa funziona bene e cosa meno.

Attacco pungente

L’anno scorso è stato forse il più grande limite dei rossoneri, complice la scelta di un attaccante come Kalinic e del giovane André Silva, tanto che ad emergere alla lunga fu Patrick Cutrone, che tolse non poche castagne dal fuoco per la propria squadra. Quest’anno per fortuna di Gattuso è arrivato Higuain, giocatore che porta con sé oltre a tanta esperienza anche una base minima di venti gol stagionali. A suo fianco è cresciuto anche Suso, che ha aggiunto al suo bagaglio tecnico il dribbling sulla fascia destra e ha aumentato anche il numero di reti, anche se lo spagnolo può decisamente migliorare in trasferta. Ancora sottotono Cahlanoglu, che però è stato condizionato dalle vicende extracampo che lo hanno coinvolto a inizio stagione.

 

Calabria in grande crescita

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Aspettando il rientro del lungodegente Conti, il giovane terzino italiano è diventato un uomo fondamentale tanto nella fase offensiva quanto in quella difensiva, dove ha dimostrato un grande miglioramento. Si era già messo in luce l’anno scorso, trovando anche la prima rete in Serie A contro la Roma, ma quest’anno ha confermato di essere insostituibile con prestazioni che raramente non hanno superato la sufficienza.

Il carattere di Ringhio

L’allenatore calabrese forse non brilla in tattica, ma di certo non gli si può dire di non aver trasmesso il suo grande carattere alla propria squadra, capace di compattarsi nelle situazioni di massima difficoltà come nel caso dell’ultima trasferta, in cui per poco il Milan non usciva con i tre punti nonostante le infinite defezioni che hanno colpito la squadra milanese. Si dice che dalle difficoltà si riesce a uscire rafforzati e queste parole fanno proprio al caso dei rossoneri, che dopo un periodo altalenante sembrano essere rientrati definitivamente in corsa per un posto in Champions grazie alla grinta del proprio mister.

Porta che scricchiola 

Quello dei gol subiti è un problema che affligge la squadra da inizio stagione e il colpevole non può certo essere Donnarumma, che più di una volta con le sue parate ha salvato la sua squadra. La fase difensiva infatti continua ad avere poche certezze, anche se va detto che la coppia centrale ipotizzata da Leonardo e Maldini a inizio stagione, ovvero quella formata da Romagnoli e Caldara, non è mai scesa in campo a causa degli infortuni patiti dai due giovani italiani. In attesa del loro rientro va comunque rivisto qualcosa, perché una squadra che vuole vincere per puntare in alto deve anche pensare a non subire gol ogni partita.

Un dubbio atavico

Era meglio il Milan di inizio stagione che giocava bene e raccoglieva poco o quello di queste giornate che gioca male, ma almeno riesce a fare risultato? Non avremo mai una risposta, perché probabilmente Gattuso non riproporrà il 4-3-3, modulo che sbilanciava troppo la squadra in alcune situazioni. Nella partita con Lazio per necessità è stata utilizzata anche la difesa a tre, ma escludiamo che col rientro degli infortunati possa essere riproposta. A noi continua a non convincere la soluzione tattica utilizzata nelle ultime partite e i match contro le big hanno dimostrato tutti i limiti di un modulo troppo attendista rispetto a quello troppo proposito utilizzato all’inizio.

Piccola contro le grandi

La crescita dei rossoneri passa inevitabilmente anche da partite contro le top del campionato. Finora il Milan è riuscita a fare risultato solo con le Romane, mentre con le prima tre ha ottenuto solo brutte sconfitte. Tra tutte forse la miglior partita è stata quella con il Napoli, anche se gli azzurri stavano ancora provando le nuove idee di Ancelotti, ma comunque non è arrivata la vittoria nonostante il doppio vantaggio. Se il Milan vuole realmente tornare a giocare le partite che più le competono, ovvero quelle di Champions League, nel girone di ritorno deve dimostrare di poter quantomeno competere con le squadre sulla carta più forti, altrimenti il club rischia di non fare mai quel salto di qualità che tutti i tifosi aspettano.

 

Gianluca Imparato