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Sul Milan attuale si potrebbe scrivere un trattato, parlando delle cose positive, di quelle negative, sui punti fermi e sulle cose da migliorare assolutamente.

C’è da fare una doverosa premessa: la sconfitta nel derby è maturata dopo cinque vittorie consecutive in campionato. A questa premessa va tuttavia aggiunto il fatto che il calendario era stato favorevole in quelle cinque partite, tolta una. Inoltre c’è da dire che il Milan ha perso entrambi i derby in stagione.

Ma andiamo con ordine.

Alla vigilia i rossoneri erano favoriti, ma come avviene in tantissimi derby, spesso vince la squadra che non è favorita sulla carta. L’Inter ha mostrato un approccio migliore, disputando un ottimo primo tempo e su questo non ci piove. Il Milan è stato sollecitato maggiormente. Quando esce dalla propria comfort zone, poi emergono i limiti di qualche singolo.

Cosa funziona in questo Milan

Nonostante la sconfitta e i problemi quando si alza il livello, il Milan è una squadra solida, compatta e con gli attributi. Quando i match sono stati in bilico, il Milan non ha mai mollato, vincendo partite tirate, fermo restando qualche problema. Dall’arrivo di Piatek e Paquetà, questo Milan è sensibilmente migliorato. Ricordiamo il girone d’andata, chiuso maluccio con vari pareggi e qualche sconfitta. L’addio di Higuain è stato un manna dal cielo.

Piatek non ha segnato ieri? Beh, ha avuto una marcatura personalizzata. E non possiamo certo dimenticare i match risolti dal Pistolero. Paquetà è stato sostituito? Dopo un ottimo inizio, ci sta un calo fisiologico. Non dimentichiamo che la sua preparazione è stata diversa, essendo arrivato a dicembre dal Brasile. I due arrivi di gennaio, pertanto, non si discutono e sono due titolarissimi del Milan del futuro.

La squadra ci ha provato fino al ’96, avendo anche l’occasione di pareggiare. Pareggio che forse sarebbe stato immeritato in termini di gioco, ma sarebbe stato conquistato con i nervi e la garra, qualità che non mancano e che finora sono state fondamentali ai fini della posizione occupata dal Milan.

Cosa non funziona in questo Milan

Quando il coefficiente di difficoltà sale, alcuni giocatori vanno inevitabilmente in difficoltà. La difesa aveva subito pochissimo in questo 2019, mentre ieri sono arrivati tre gol. Frutto di una serata storta? Non proprio. Quando i reparti sono vicini e devi difendere, per poi attaccare in contropiedi, la difesa è sollecitata di meno. Quando invece devi recuperare uno svantaggio, i difensori sono maggiormente sollecitati, proprio perché la squadra difende con meno uomini. I centrali attuali del Milan non sono Nesta o Baresi, ragion per cui è normale soffrire in certe situazioni.

Rimanendo nel tema del coefficiente che si alza, mandando in difficoltà qualcuno, c’è da dire che molti calciatori possono andare bene per una squadra in lotta per un posto in Champions, ma hanno tanto da dimostrare a livelli più alti. Se questo Milan andrà in Champions e vorrà puntare a superare un girone magari non proibitivo ma neanche benevolo, serve rinforzare l’organico.

Non sarebbe giusto, a caldo, sentenziare su chi non è da Champions. Effettivamente ci sono dei ruoli che vanno coperti. E poi va allungata la rosa. Per giocare le coppe servono tanti effettivi. A centrocampo hanno giocato sempre gli stessi, considerando centrocampisti centrali ed esterni. A sinistra Rodriguez ha saltato solo il Chievo, mentre Calabria è alternabile con Conti.

Il litigio Biglia-Kessié

Franco Ordine ha scritto che il litigio tra Biglia e Kessié tradisce la fragilità emotiva del gruppo. Parole esagerate, essendosi trattato di un singolo episodio. Tra i due c’è stato un attrito anche nel match contro il Chievo. Giustissima la presa di posizione di Paolo Maldini, che ha bloccato entrambi, costringendoli a scusarsi. Multa sacrosanta, adesso sta a i due darsi una calmata.

Certamente non possiamo parlare di fragilità emotiva nel Milan. Se i contrasti tra i due continueranno, la società e il tecnico prenderanno provvedimenti, ma è probabile che l’episodio sia totalmente rientrato.

Da quanto stiamo vedendo sul campo, è palese che il gruppo sia unito.

Il calendario

Calendario non semplicissimo quello che attende il Milan dopo la sosta. La Roma ha un calendario sicuramente più semplice, ma i giallorossi sono certamente più in difficoltà. L’Inter si ritroverà anch’essa ad affrontare sfide toste.

Il Milan sarà atteso dalle trasferte di Genova (Sampdoria), Torino (prima Juve, poi Toro) e Firenze, mentre avrà la Lazio in casa. Spal, Udinese e Bologna sono avversarie sulla carta tranquillamente alla portata, ma sono in piena lotta salvezza.

La qualificazione in Champions passa dal match contro la Lazio, con i rossoneri che potrebbero avere due risultati su tre. Lazio che ha un calendario non difficilissimo, ma che avrà il recupero con l’Udinese e il match di Coppa Italia proprio contro il Milan. Il margine sulle romane non lascia tranquilli, ma non è neanche così esiguo. Il destino rimane nelle mani del Milan.