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Questa sera i tifosi juventini saranno un po’ più tristi perché “Marione” Mandzukic ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo dopo una carriera fantastica. Il calciatore croato ha deciso di ritirarsi a 35 anni dopo la breve parentesi al Milan dello scorso anno, in cui si sarebbe dovuto rilanciare nel grande calcio dopo la parentesi all’Al-Duahil.

Il vero Mario Mandzukic, in Italia, è stato quello che ha trascinato spesso la Juventus: arrivato dall’Atletico Madrid dopo tanta Germania e un’incetta di titoli, con il volto scolpito e lo sguardo impenetrabile che ne hanno fatto ben presto un idolo dei tifosi; affascinati tanto da quel carattere spigoloso e dalla capacità del croato di dare tutto e oltre in campo.

Il croato, vicecampione del Mondo nel 2018 con la sua Nazionale, ha dato tutto alla causa accumulando 162 apparizioni con la maglia della Vecchia Signora condite da 44 gol che, tuttavia, non danno la cifra del peso specifico che Mandzukic ha fornito dentro e fuori dal campo.

Un uomo spogliatoio, un leader silenzioso, il primo a difendere i compagni e a sacrificarsi in zone di campo spesso non adatte per il bene della squadra. La qualità non è mancata, perché il croato di tecnica ne aveva tanta e il meraviglioso gol nella sfortunata finale di Cardiff persa contro il Real Madrid resta una perla da consegnare ai posteri.

Uomo squadra con Allegri ma messo in disparte da Sarri, Mandzukic capisce ben presto che la soluzione sia la rescissione per tentare fortuna in campionati ricchi e minori. Un personaggio, un agonista, un grande campione che ha scritto pagine importanti di molti club, tra cui la Juventus, cosa non da tutti.

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