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La Juve sbanca San Pietroburgo grazie all’ennesimo (il quarto consecutivo) 1-0. Prestazione non brillante ma pragmatica della squadra bianconera che, mentre le altre italiane inciampano, segna un percorso netto nel suo girone e si assicura, con tre turni di anticipo, la qualificazione virtuale agli ottavi di finale di Champions. Chapeau. Ecco le pagelle dei giocatori bianconeri:

SZCZESNY 6,5 A metà della prima frazione fa pubblica dimostrazione di possedere un colpo di reni invidiabile, smanacciando un pallone che parte verso destra e chiude verso sinistra. La classica parata da estremo difensore bianconero, perché poi si tratta di arrivare alla fine senza patemi.

DE SCIGLIO 7 Anche stasera Mattia fa vedere un buon bagaglio tecnico, che gli permette di giocare indifferentemente a sinistra, come con la Roma, e a destra come nella fattispecie. Se c’era bisogno di trovare un terzino che va in fondo a crossare l’abbiamo trovato. Se c’era bisogno di un custode attento della fascia di competenza, eccolo qui. E giacché ci sta prendendo gusto, si ripete nella giocata che ispira i colpitori di testa in area: una volta Kean, una volta Kulusevski e sono 6 punti.

BONUCCI 6 Stiracchiato alquanto assai. Sarà che in Europa il termine “bonucciata” è intraducibile, ma la prestazione di stasera ne è piena. Vero che l’impegno e l’esempio da capitano non mancano, ma la qualità lascia a desiderare e se Bonny non dà un tocco in più in uscita, la manovra ne risente. Sia chiaro: un conto è giocare a fianco di Chiello, sgraziato finchè si vuole, ma riferimento vivente ed un altro conto è dover fare da riferimento. Comunque non si prendono goal…

de LIGT 6,5 L’olandesone riprende il suo posto e con piglio da bersagliere. Ingaggia una battaglia aerea con Dzyuba, là dove osano le aquile, spazza l’area di rigore come se fosse l’aia di fronte al pollaio, viene avanti palla al piede “con judicio” e calma. La ramanzina del mister dopo il Milan gli ha fatto bene.

ALEX SANDRO 6 Tanto correre ma con poco costrutto. Tende ad entrare in mezzo al campo per liberare Chiesa sull’out, ma va ad intasare più che sostenere. Non ci sono acuti e nemmeno palle buttate via. Una volta si diceva: ordinaria amministrazione. (CUADRADO 6 Entra andando a destra e facendo dirottare De Sciglio a sinistra. Molto attivo dalla trequarti in su, aumentando la pericolosità in avanti, ma è l’ennesima volta che fatica a saltare l’uomo e a far correre il pallone da fermo. Dei due casi, l’uno: o non ha più la brillantezza solita o incomincia a declinare. Campanello d’allarma da sondare con estrema attenzione).

LOCATELLI 6,5 “Keep calm and palla a Locatelli”. Niente di esaltante, ma la sostanza del centrocampo bianconero è lievitata come il pan di Spagna. Nel 1° tempo in cui la Juve domina, l’azione si alimenta dei suoi suggerimenti e dei tempi da lui dettati. Alla distanza cala vistosamente ed è quindi giusta la sostituzione (ARTHUR 6 Sembra che stia mandando a memoria una nuova idea di calcio, che tenga conto dei compagni lontani o quelli da servire nello spazio. Se poi si prende un’ammonizione per non volere soccombere nella corsa contro un avversario, significa che Allegri si è introdotto nella sua testa. L’assist a McKennie la dice lunga sulla vocazione di questo brasiliano)

BENTANCUR 7 Partita di spessore, al netto di qualche leggerezza dettata dalla sufficienza. Strenuo guerriero in mezzo ad una selva di gambe nella terra di mezzo, non appare mai in affanno o in recupero precipitoso. Don Rodrigo è al top e la prova provata sta nelle partite giocate e terminate intonse in materia di cartellini gialli. Non è un caso. Allegri lo risparmia negli ultimi minuti per il big match di domenica (RAMSEY S.V. E’ in una fase talmente bassa da beccarsi un giallo gratis)

McKENNIE 6,5 Se nel tempo iniziale l’americanino fatica a carburare, girando a vuoto spesso e volentieri, nella ripresa sfoggia una prestazione ottima, proponendosi, contrastando e attaccando gli spazi da riempire con un guizzo. Sue le conclusioni più simili ad occasioni in tutta la serata, ma Kritsyuk si supera.

CHIESA 6 Partita tutta giocata a sinistra, alla ricerca di uno straccio di azione che possa sbloccare la gara. Grande generosità, non altrettanto l’efficacia. Si vede che Semak ha studiato come fermare lo juventino. Marcato a uomo fino ai 16 metri e da lì in costante raddoppio. Prova a far partire un tiro dal limite ma la palla si tuffa nella Neva e poi lievemente spostato sulla sinistra d’attacco, cerca di piazzare all’angolino un pallone accarezzato, ma non è serata.

BERNARDESCHI 6,5 Chi fa le veci del trequartista che non c’è. Utilizzato nel compito di aprire la difesa ermetica dei padroni di casa, ma alla fine ci gira attorno con anche sfoggio tecnico, ma con nulla osta in quanto a pericolosità. Eppure il carrarese è ormai pienamente acquistato alla causa ed uno in più fa molto comodo (KULUSEVSKI 6 Sarebbe da bocciare senza appello, goffo nella corsa, in perenne ricerca di un dignitoso “stop”, rimontato se una volta tanto decide di mettersi a correre in direzione porta altrui; ma… succede che Eupalla voglia premiare il peggiore. Ed ecco una spizzata casuale che prende la traiettoria diabolica del “palo – dentro” La Juventus si guadagna 3 punti storici, magari quando crederci è attività temeraria).

MORATA 5,5 Partecipa allo svolgersi dell’azione come collante, difetta in pericolosità da prima punta. D’accordo, lo Zenit fa le barricate, ma un pelino di “garra” in più, me lo aspetto da uno dalle sua caratteristiche. Cerca la profondità, ma in mezzo a quel nugolo di avversari, ancora grazie se si controlla il pallone. Manca un pizzico di cattiveria perché questa è la partita che si azzanna, che si aggredisce con ferocia, merce poco usuale per Alvanone (KEAN S.V. Che ci fa a languire in panchina? Meglio che si dia da fare in campo. Il tempo però è talmente limitato che non c’è materia del contendere)

ALLEGRI 6,5 Artefice principale della messa in carreggiata del pullman JUVENTUS. Questa sera non cambia il risultato, ma la squadra conduce le danze così così, anche perchè i ballerini non vengono dal Bolscioi e si vede. E’ il solito 4 – 4 – 2, schieramento ormai storico, ma impreziosito da alcune giocate discrete. La personalità di gruppo ha toccato il fondo a Napoli e da quella sera sfortunata ha preso a salire in modo costante fino ad essere in grado di gestire con autorità una partita insidiosa come quella di stasera. Merito indubbio del mister che sta rivitalizzando un sacco di “ex giocatori”, tali fino a pochi mesi fa. Berna, De Sciglio, McKennie, lo stesso Szczesny sono lì a testimoniare che la scelta di riaffidare le sorti della Juve a Massimiliano Allegri è stata una scelta per nulla bislacca. Prestazione non eccelsa, ma accettabile; grande pragmatismo allo stato puro e tre punti che spalancano le porte degli ottavi, ad un passo dalla matematica certezza. E pensare che un mese fa avevamo 1 punto in classifica…