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Esattamente sette anni fa Mario Balotelli si prendeva la scena Europea siglando una fantastica doppietta contro i rivali storici della Germania e spedendo la nostra nazionale in finale degli Europei.

Sembrava l’affermazione definitiva di un super Mario ormai proiettato a grandi palcoscenici e punta di diamanta della nostra nazionale per tanti anni a seguire.

Oggi la situazione e tutt’altro che esaltante per Balotelli che si trova svincolato dopo l’esperienza francese.
Esperienza inizialmente buona ma andata via via in declino tra balotellate varie e cali di rendimento ormai troppo frequenti.

Un talento mai espresso fino in fondo, un talento che ha fatto vedere di essere capace di cose di cui solo i fenomeni sono capaci ma che troppo spesso ha mostrato limiti caratteriali fin troppo eccessivi.
Già dai primi passi tra i professionisti con l’Inter ha messo in mostra colpi da grande ma anche comportamenti discutibili che ne hanno determinato la rottura.

Super Mario ha fatto vedere il suo repertorio anche al Manchester City con 20 reti in 50 presenze.  Un’ottima esperienza quella con i Ciitizens per cui viene ricordato in particolare per l’assist decisivo per Aguero che è valso il titolo.

Anche l’approccio con il Milan è stato devastante con i 12 gol messi a segno dal suo acquisto nel mercato di gennaio. In totale la prima esperienza rossonera è stata la più prolifica con ben 26 gol in 43 partite. Poi l’incubo Liverpool, prima del ritorno non esattamente felice a Milano.

Le ultime stagioni in Francia con il Nizza e il Marsiglia hanno messo definitivamente in luce la doppia anima di un giocatore che non è mai riuscito ad imporsi ad alti livelli e che resta tutt’ora uno dei più grandi rimpianti del nostro calcio.

Balotelli potrebbe adesso tornare in Italia. Il Parma è sulle sue tracce ma Mario dovrebbe ridursi l’ingaggio, cosa non facile. Potrebbe essere l’occasione per recuperare credibilità, rialzare la testa e ritrovare un posto in nazionale. Per l’Olimpo dei grandi le occasioni sono ormai sfumate e l’età non aiuta.

Per Super Mario però non tutte le porte sono chiuse, ancora qualche anno di buon livello si può fare e Mancini non ha affatto chiuso le porte.
Chissà che la nazionale non possa essere l’input giusto per rivedere quel talento che non abbiamo mai potuto ammirare fino in fondo.

Alessio Maria Giannitti