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Un paio di mesi fa al Da Luz l’Italia di Mancini, a dire il vero con varie riserve, aveva fatto rivedere gli spettri di quella di Ventura. I lusitani, orfani di Cristiano Ronaldo, avevano dominato per gran parte del match. A distanza di due mesi, dopo due prestazioni convincenti contro Ucraina e Polonia, il Portogallo si è trovato di fronte una nazionale italiana ben diversa. Purtroppo negli ultimi metri siamo stati ancora imprecisi. Nelle ultime partite solo un gol su azione, tra l’altro allo scadere e con un terzino. Intanto stesso stadio, possesso palla, l’affanno di segnare negli ultimi minuti, brutti ricordi che inevitabilmente fanno riaffiorare quelli di Italia-Svezia.

Il tutto condito da un San Siro con ben 73.000 spettatori. E questo gruppetto di tifosi ha preferito dedicare uno striscione alla Germania.

Il primo tempo è stato assolutamente maiuscolo ed è mancato solo il gol. I commenti a caldo avevano puntato il dito su Immobile, Dr. Jekyll e Mr. Hide tra Lazio e nazionale.

Nel secondo tempo siamo calati anche in coincidenza delle mosse del furbo Fernando Santos, che ha alzato il pressing della sua squadra. E proprio il “tridente rotante non ha funzionato”. Chiesa e Insigne sono inoltre calati nella ripresa. E il buon Kevin Lasagna non ha ricevuto tanti palloni giocabili anche perché gli azzurri non hanno attaccato come nella prima frazione di gioco.

Chiesa invece sara anche una promessa calcistica, ma il campo non è Hollywood. Basta simulazioni e basta sceneggiate. Il massacro mediatico post-Atalanta evidentemente non gli è bastato.

Grossa delusione per lo 0-0, maturato appunto per l’imprecisione in avanti. Immobile merita un approfondimento e glielo dedicheremo.

Migliore: Verratti

Peggiore: Chiesa (per la simulazione)