A Radio Punto Nuovo nel corso di Punto Nuovo Sport Show è intervenuto Meo Sacchetti, ct dell’Italbasket:

“La Serbia? Ha una storia di pallacanestro di grande portata ed erano delusi. Sensazioni? Ho provato sentimenti forti con un gruppo importante, adesso sembra banale dirlo ma ero più preoccupato contro Portorico perché non eravamo pronti che contro la Serbia. I ragazzi sono stati bravi, senza paura.

Io nella storia? No, Meneghin è la storia. Non vince l’allenatore, vincono i giocatori.

Mancini come me? Abbiamo copiato la sua Italia, con giovani ed entusiasmo oltre ad infondere positività. Mancini ha dato un cambio di ritmo in questa situazione, riportato entusiasmo anche in quelli che non seguono il calcio in modo importante. Non diciamo nulla per la gara di questa sera, ma anche i miei ragazzi della pallacanestro hanno seguito questa nazionale di calcio. Il calcio è più di uno sport in Italia. Speriamo di ritagliarci un po’ di spazio in più con la pallacanestro con questo successo. Non vogliamo muovere una nazione come fa il calcio, ma pensiamo di meritare un po’ più di spazio rispetto a quello che abbiamo.

Inviterà Mancini a Tokyo? Barella ha visto il Banco di Sardegna ed è appassionato. Non so se potrò invitarlo per la questione bolla, ma se Petrucci potrà invitarlo, lo farà sicuramente.

Mannion? Rubare la facilità di canestro di Curry è un paragone eccessivo, ma una faccia tosta incredibile e può diventare un giocatore importantissimo per noi.

Girone? Tosto, ma si gioca sempre con un solo pallone. Non bisogna avere paura di nessuno. Di solito, la squadra più forte vince, ma non sempre accade come è successo alla Francia all’Europeo”