Pep Guardiola è intervenuto alla Bobo TV, il canale YouTube di Christian Vieri. Alla Bobo TV partecipano l’ex centravanti della nazionale, Lele Adani, Nicola Ventola e Antonio Cassano.

Guardiola ha parlato con i vecchi amici e, come al solito, i suoi discorsi non sono stati mai banali.

La cosa più importante in una squadra sono i RUOLI. Ognuno deve sapere il suo. Nel mio Barcellona c’era Messi che era il migliore, poi c’erano 6-7 molto forti e alla fine c’erano gli altri, che sapevano di avere davanti compagni più forti di loro”.

“Ricordo i primi anni di Messi al Barcellona con Laudrup che faceva il centravanti, lasciando i due centrali senza marcatura per tenere un uomo in più in mezzo. Se loro decidono di venire a prendere l’attaccante a 40 metri, allora puoi attaccarli alle spalle. Io l’ho imparato da Crujiff. Quando ho visto Messi ho pensato che era perfetto perché primo toccava più palloni. Sull’esterno stava a volte 20 minuti senza toccare palla, e non mi stava bene perché il più forte deve toccare tanti palloni. E con il Real Madrid ho deciso di metterlo lì“.

“I miei centrocampisti non è che non venivano pressati. Venivano pressati, ma non si sentivano pressati. Xavi e Iniesta erano incredibili, anche io mi chiedo perché non sbagliavano mai uno stop. Il buono di questi giocatori è che venivano pressati ma non si sentivano mai pressati. Sapevano perfettamente cosa fare. A volte non si deve giocare uno-due tocchi ma anche quattro-cinque. La giocata ti dice quanti tocchi devi fare. Il Barcellona ha vinto tanto per questo: erano speciali come il Milan di Sacchi, ad esempio“.

Quando verrò in Italia… Vi racconto un aneddoto. Carlo Mazzone è stato un padre per me. Quando arrivai a Brescia mi disse: ‘Io non ti volevo, volevo puntare su Giunti, non so che fare di te, ma sei forte e cercherò di farti giocare’. Meno male, pensai“.