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Carlo Ancelotti è tornato sulla cresta dell’onda dopo la vittoria della Liga e aver portato il Real Madrid a giocarsi le semifinali di Champions League. “Don Carlo” ha rilasciato una lunga intervista a Prime Video che andrà in onda poco prima del ritorno della semifinale contro il Manchester City e, per la prima volta ha parlato concretamente di un suo possibile ritiro:

“Se il Real vuole tenermi dieci anni rimango, ma credo che dopo smetterò di allenare. Vorrei godermi i nipotini e viaggiare un po’…”

Una rivelazione in controtendenza con le dichiarazioni di pochi giorni fa in cui Ancelotti aveva negato la possibilità di un ritiro, affermando di voler allenare fino a quando si divertirà a farlo. La sua impresa con il Real, semmai ce ne fosse bisogno, lo ha proiettato nel gotha dei grandissimi di ogni tempo, unico allenatore ad aver vinto tutti e cinque i maggiori campionati europei.

Basta dunque? Sì, ma con riserva perché il fascino di giocare un Mondiale potrebbe far tornare il tecnico sui suoi passi:

Sì, una Nazionale ci sarebbe ma adesso è prematuro. Non sicuramente per questo Mondiale. Per quello del 2026, perché no? Potrebbe essere”.

Catapultato nell’immediato presente, Ancelotti ha ben chiaro che la stagione delle Merengues è tutt’altro che terminata. La possibile finale di Champions potrebbe essere “The Last Dance”, il degno finale di una carriera incredibile, puntando tutto su Benzema:

“Una delle caratteristiche di Benzema e della sua carriera è stata la continuità. Ha sempre migliorato il suo gioco, non ha avuto alti e bassi, è stato costantemente ad alti livelli. Adesso è al livello più alto. Non serve allenarlo e neanche gestirlo: Karim va utilizzato e basta. Si gestisce da solo perché è un grande professionista, molto umile, un gran giocatore. Non c’è bisogno di dirgli niente, questa è la verità. È stato determinante in questa stagione, molte partite le ha risolte da solo. Al momento è uno dei giocatori più famosi al mondo e mantiene una grande umiltà, e credo che questa sia la sua forza. Vincerà il Pallone d’Oro. Non si vince tuttavia solo per Benzema, dietro c’è un club forte, e la qualità di una rosa che è di alto livello”.

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