Cairo fa, Cairo disfa. Il “progetto Toro” è sempre più il canto delle sirene.

Urbano corteggia, attrae, stimola il disperato appetito del tifoso del Toro, ormai rachitico. Un buon illusionista sa che l’immaginazione dell’essere umano sia infinita, e come tale crea costantemente quella felicità fittizia che non corrisponderà mai alla realtà. “Tra dieci anni saremo tra i primi…porterò il Toro ai vecchi fasti..”

Il tifoso del Toro sogna. Sogna un Toro degno di chiamarsi tale, sogna di potersi ritrovare fianco a fianco, mano nella mano, senza distinzione di gruppi o di fazioni, sogna di veder correre i propri bambini sul quel campo storico di nome Filadelfia, ben visibile agli occhi di qualsiasi tifoso o viandante. Ma il sogno, quel sogno dura poco. Si spoglia delle vesti più linde delle emozioni per vestire quelle sporche e trasandate dell’illusione, dal momento in cui “..ciò che ogni uomo desidera, crede anche che sia vero“.

Quale sarebbe lo scopo dell’illusionista? Semplice : creare l’illusione di un accadimento magico nella mente dello spettatore, generando sentimenti di stupore, meraviglia, finta consapevolezza. Se poi ci si aggiungono le caratteristiche del buon oratore e comunicatore i giochi sono praticamente fatti.

Verba volant, scripta manent” scrivevano i nostri avi. Per raccontare la storia di Urbano Cairo al Torino non servirebbe andare a rispolverare antichi almanacchi ma far tesoro dei numerosi “canti della sirena” su carta stampata che han sempre mietuto vittime tra il tifo granata. Rispolveriamo in questa prima puntata, i primi 3 anni dell’era Cairo, con l’aggiunta di link dai quali poter trarre ancor più utili informazioni.

Anno domini 2005 : “Sarò il Presidente di tutti..”. Una presentazione degna di un Papa, seguita da una prima serie di slogan da far stropicciare gli occhi. Un calciomercato a tempi di record ed a dir poco faraonico, in base al quale, secondo la fonte ufficiale del sito del Torino Fc, vennero acquistati ben 10 giocatori ( https://torinofc.it/storia/2005-2012-la-presidenza-di-urbano-cairo ). Furono in realtà 7 i nomi scelti da “Papa Urbano”, secondo quanto affermato nel suo libro ” 2005 : Morte e rinascita del Toro” l’avvocato Marengo. Stellone era già stato contattato da Padovano, (scelto all’epoca quale direttore sportivo) e contrattualizzato dai lodisti, così come il prestito di Muzzi, già definito da Giovannone e Fantini arrivato senza troppi sforzi grazie solo alla cessione di Nervo ed alla non contrattualizzazione di Ezio Brevi. De Biasi portò miracolosamente in serie A una squadra allestita in gran parte da Padovano ( 20 giocatori in totale ), passando da quella famosa finale play off vinta contro il Mantova davanti a 70.000 tifosi granata. Urbano corre entusiasta a braccetto con Gianni De Biasi. E’ l’inizio del sogno.

Anno domini 2006 : badate bene, partiamo da un presupposto che ci accompagnerà nel nostro viaggio : Urbano Cairo non investirà un solo soldo guadagnato dal Gruppo RCS sulla sua “scatola vuota”, il Torino FC. Nell’anno solare 2005, anno di acquisizione del Torino, la Cairo Comunication aveva fatturato 220 milioni di euro, con una previsione di crescita di 280 milioni nel 2006, 150 dei quali derivanti dall’editoria. In una intervista di Sebastiano Vernazza sulla Gazzetta dello Sport ( nome a caso ), Cairo rispondeva alla domanda “La televisione la attrae?” con un perentorio : “Quello della tv è un settore troppo competitivo, non vedo possibilità” ( https://www.gazzetta.it/Calcio/SerieB/Primo_Piano/2006/03_Marzo/08/cairo.shtml ). Il Toro alla vigilia del campionato esonera Gianni De Biasi, portato mesi prima in trionfo, ( come scritto in precedenza) per affidarsi al grande nome in panchina, Zaccheroni, ed ad altrettanti nomi altisonanti in campo, quali Barone e Pancaro. Risultato : eliminazione al secondo turno in Coppa Italia ad opera del Crotone, due sole vittorie collezionate nel girone d’andata ( in casa con Chievo e Sampdoria ), sedicesimo posto finale raggiunto solo nelle ultimissime giornate grazie alla vittoria contro l’Ascoli, diretta concorrente alla salvezza. Intanto Zaccheroni era stato esonerato ed era stato richiamato Gianni De Biasi. “Porterò il Toro dove compete..”, leggevano e rileggevano i tifosi.

Anno domini 2007 : Gianni de Biasi viene scaricato per la seconda volta, sempre prima della stagione entrante, affidandosi a Novellino. Cairo il 12 giugno 2007 dichiarava sul neo tecnico : “E’ un ragazzo del Filadelfia, ed è il massimo che potessi chiedere. E’ la scelta migliore che potessi fare ed ed stato l’unico a cui ho pensato. Abbiamo investito molto, siamo stati la quarta squadra per investimenti sul mercato estivo..” ( https://www.toronews.net/toro/cairo-novellino-un-allenatore-dal-dna-granata/ ). Il tifoso si crogiola, ormai è abitudine. La struttura societaria viene stravolta con gli arrivi di Antonelli come amministratore delegato e Fabio Lupo come direttore sportivo. Il colpo “accalappia-voti” si chiama Recoba, in prestito dall’Inter praticamente a fine carriera, con tanto di presentazione ad effetto, fuochi d’artificio e corsa a braccetto verso i tifosi. Recoba segnerà 1 goal in Campionato e 2 goal in Coppa Italia. Il Toro esonera a 5 giornate dalla fine Novellino per richiamare l’ormai ex soldato semplice Gianni De Biasi per la terza volta. Ci si salverà alla penultima giornata, giusto il tempo poi di ammirare quella famosa rovesciata di Osvaldo tra le mura amiche, la quale spedirà i nostri amici gemellati viola in Champions League. Applausi. “Meglio loro del Milan del Berlusca..” si sentiva spifferare tra i tifosi modello. Forse, un giorno, sarebbe toccato a noi.