• Tempo di lettura:2Minuti

Nei momenti ciclici di crisi di una nazionale o una squadra, ogniqualvolta spunta un giovane di talento che impressiona nelle prime partite subito si sprecano paragoni a dir poco azzardati. Federico Chiesa è stato avvicinato ad alcuni top player mondiali, con la speranza (più che certezza) che un giorno replicherà le loro gesta.

Il figlio d’arte è alla terza stagione alla Fiorentina. Mancini gli ha dato fiducia in nazionale, prima convocandolo e poi facendolo scendere in campo in tutte le ultime sette partite degli azzurri, unico elemento assieme a Jorginho. Siamo totalmente d’accordo con la convocazione e con il giusto spazio da ritagliare all’esterno viola, ma allo stesso tempo rigettiamo certe investiture e certi status quo.

Stanno gettando fango nei confronti di Ciro Immobile, hanno attaccato Insigne che veniva messo dall’ex CT in posizioni non consone alle sue caratteristiche, e adesso anche Chiesa non è esente da critiche da parte di una fetta di opinionisti.

Da parte nostra quello che possiamo imputargli è quella tendenza a buttarsi, come ha purtroppo fatto più di una volta in questa prima parte di stagione.

Per il resto, Chiesa non è un calciatore che delude né sta avendo periodi di grosso appannamento. Piuttosto, Chiesa è un elemento che non ha ancora dimostrato di meritarsi un posto da titolare inamovibile in nazionale. Ha la giocata, salta l’uomo, ha grinta e carattere, ma non incide certo come un campione. I gol segnati finora con la Fiorentina sono 12 in 84 partite, ancora pochi per un esterno offensivo. Ci si aspettava questo salto di qualità in fase realizzativa, cosa che non sta ancora avvenendo. La decisività a certi livelli è tutta da dimostrare.

Non è da disprezzare la corrente di pensiero che prediligerebbe una nazionale italiana con Insigne e Immobile punte (si troverebbero a meraviglia) e Bernardeschi dietro, con Chiesa pronto a subentrare e spaccare le partite.

I margini di miglioramento sono grandissimi e potrà diventare una stella della nazionale, ma allo stato attuale non è un campione e, oggettivamente, ha dimostrato sicuramente meno rispetto ai due succitati compagni di nazionale, almeno in campionato.

Massimo Moratti lo ha consigliato all’Inter come colpo della futura campagna acquisti estiva, un colpo che avrebbe una sua logica, ma che inevitabilmente presenterebbe rischi.