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Adesso i tifosi del Milan sono tutti dei gran cattivoni per aver fischiato nel loro stadio un giocatore, tale Gianluigi Donnarumma che è cresciuto con il rossonero addosso ma poi, al momento di scegliere tra i soldi e il diventare una bandiera, è andato verso i petroldollari senza ripensamenti. Tutti brutti, cattivi, senza cuore. E allora via al populismo più bieco, all’ipocrisia e al perbenismo “un tanto al chilo” come il prosciutto al banco. Ecco poi, tra i tanti, Mentana il moralizzatore che paragona i fischi razzisti, che riguardano la differenza di colore della pelle, che non hanno un motivo e che sono da estirpare, ai fischi che chiunque, maglia della Nazionale o meno, ha preso per aver tradito un amore.

Già, perché di amore si tratta, non di razzismo caro Mentana. Come avvenne per Bonucci a Torino quando aveva scelto di andare al Milan: amore e dunque tradimento di un sentimento fortissimo. Donnarumma non è un santo, e la natura non gli ha dato un altro colore della pelle che non giustificherà mai i fischi. Donarumma ha scelto di andarsene dalla squadra in cui è cresciuto, a costo zero e dunque facendole perdere fior di milioni, per accasarsi da un’altra parte per una mera questione di soldi, seguendo pedissequamente quello che gli diceva il suo procuratore.

Ma quelli che si sperticano in difese e “j’accuse” contro i tifosi, lo conoscono il calcio? Al tifoso poi poco importa se quando torna a San Siro veste la maglia del PSG o della Nazionale. In quel momento, dopo un’estate da primula rossa, finalmente c’è la possibilità di fargli sentire i “sentimenti”, e se sono fischi amen, fa parte del gioco. Saper sopportare i fischi è una qualità che si inserisce all’interno del pacchetto di milioni di euro che hai deciso di andare a prendere da un’altra parte.

Nonostante sia umanamente una pasta d’uomo e professionalmente abbia avuto il diritto di scegliere quello che era meglio per la sua carriera, Donnarumma è andato contro l’inevitabile. E’ probabile che i giornali ben organizzati avessero preparato i pezzi con 24 ore di anticipo. Basta essere andati allo stadio del resto, esser stati tifosi ed aver amato un giocatore, per capire quanto faccia male vederlo con un’altra maglia, pensarlo con un’altra maglia. E’ come vedere l’ex fidanzata della quale si è ancora innamorati girare in centro con un altro, fa malissimo.

Basta con questo moralismo ipocrita, basta con questa voglia buonismo. Il calcio è questo, il calcio è passione, amore e il suo opposto che, se espresso civilmente con il dissenso, è più che legittimo. Quindi Mentana per favore, paragonare chi ha dato della “scimmia” a Koulibaly, da condannare perché RAZZISTA, ai fischi di ieri a un ragazzo che per i suoi ex tifosi ha tradito una fede per soldi; è un insulto alla tua, ma soprattutto alla nostra, intelligenza.