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Scrivo mentre impazza la sosta per le Nazionali e mogli, suocere, mamme tutte si riappropriano dei centri commerciali.
Mariti che verranno abbandonati sulle panche davanti ai negozi mentre adocchiano commesse annoiate.
Una volta un signore di Frignano, abbandonato tre giorni fuori da Zara, riuscì a trovare la strada di casa, da solo, a piedi sulla Nola Villa Literno, completamente disidratato.
Ma tant’è, che è successo nell’ultimo fine settimana?
Il Napoli vince a Genova, in un clima da tregenda che ha richiamato alla memoria un pomeriggio impurpato d’acqua di gennaio 1988 quando dalle tenebre riemerse Diego che uccellò Bistazzoni sotto gli allucchi potenti di Antonio Fontana da Kiss Kiss.
Questa volta dal pantano emerge Ruiz, da qualcuno definito cammellone, ma che fin qui pare il più promettente erede di Iniesta per la camiseta spagnola.

Vince il Napoli, mostra ardore, ha mentalità da rugby e possiamo evitare di sacramentare l’arbitro che decide di far giocare nonostante Genoa-Napoli fosse diventata Recco-Canottieri Napoli o Posillipo scegliete voi.
La Juve vince e Mazzoleni si dimostra longevo come un Boniperti, magari senza realizzare un goal a giro come a Pechino, ma dispensando assist dal mancato rosso a Benatia, a San Siro diventano tutti allergici a tale sfumatura cromatica, al rigore su Romagnoli che diventa fallo su Chiellini, mentre Higuain perduta l’immunità bianconera fa il vajasso stile Udine, geloso degli addominali e della capigliatura senza fuossi di CR7.

A proposito di Chiellini, una foto nel post partita smentisce definitivamente la leggenda metropolitana che dove ci sia un gran naso… vabbè ci siamo capiti.
Abbusca l’Inter a Bergamo, ci sembra quasi di sentir Gasperini gridare “afammocc” mentre contro i nerazzurri consuma l’ennesima vendetta. Finisce 3 a 1 e senza Handanovic l’Inter potrebbe trovare un’umiliazione storica.
Ilicic, Gomez e Zapata diventano per un pomeriggio Zidane,Weah e Messi e la Gazzetta termina le sue esaltazioni sui meneghini.
Si dimette Ventura, Giampiero non Simona, evidentemente brucia più un pari con il Bologna che un mancato viaggio in Russia.
A Buenos Aires si gioca il derby, con ritardo di 24 ore.
Ammiriamo Benedetto, un Denis più aggraziato e ci vengono grandi dubbi sul valore del calcio argentino vedendo furoreggiare tal Pratto, da noi segnalato come pippa conclamata.
Si segnalano Armani, portiere che una volta tanto può difendere i pali dell’Albiceleste con onore, una vita dopo Fillol, se si eccettua la buona stella di Goicoechea.
Chi prende Palacios fa un affare, Nandez e Barrios (o Barrio perdonate le mie capacità mnemoniche) recuperano palloni con garra stile Gattuso giocatore.
Com’è come non è, il River un piccolo vantaggio per il ritorno ce l’ha quando si rigiocherà al Monumental.

In Germania si godono una volta tanto il Bayern annaspare, bastonato dal plusvaleggiante Borussia Dortmund di Favre.
In Francia riemerge Cavani e il Monaco di Henry sembra rischiare seriamente la B nonostante le stelline assortite.
In Spagna invece si godono, privi di Mazzoleni e Orsati vari, un Barcellona Betis 3 a 4 con gli andalusi che mostrano all’universo mondo il talento di Lo Celso qualora ce ne fosse bisogno e di un terzino brasiliano arrembante assai, tal Junior Firpo di cui conviene segnare il nome.
In Inghilterra Sarri e il suo Chelsea non vanno oltre il pari occhialuto con l’Everton e il titolo pare più vincibile dai Blues di Guardiola che zittiscono Mourinho, in un derby di Manchester con valori secolari ormai rovesciati e lo Special One si produce a fine gara in un abbraccio alquanto contratto con Pep o’catalano.
Ora ci vorranno 12 o 13 giorni prima di rivedere la luce.
Sui giornali impazzerà il mercato, già ci sono le prime avvisaglie.
Al Napoli è stato accostato Muniain del Bilbao, che contribuì all’incubo vissuto con Benitez quattro anni fa e che sarebbe l’ala sinistra numero 2400 in organico per il Napoli, dopo Insigne, Mertens, Verdi, Ounas, Younes etc etc.
Il periodo gramo di Milik fa rivivere per l’ennesima puntata la telnovela Cavani come back.
Giornali nordici per forza dirottano Diawara verso il Milan, scambiando il Napoli per una onlus evidentemente.
Il meglio dell’universo italico pallonaro sembra già prenotato dalla Juve, da Barella a Chiesa passando per Tonali.
Adda passà a nuttata…..

 

Marco Bruttapasta