Maurizio Sarri è tornato a parlare per la prima volta dopo l’addio alla Juve. Lo ha fatto ai microfoni di Sportitalia da nuovo tecnico della Lazio.

“Sono stato con la famiglia, ho letto tantissimo, ho visto tante partite. Ho visto tante corse ciclistiche, una delle cose che mi piace di più. Sinceramente è stato un anno in cui non mi è pesato molto stare fuori. Vedere gli stadi vuoti è un grande senso di tristezza, la situazione non mi dava fretta di tornare. Scudetto sottovalutato? Era dato per scontato all’esterno e purtroppo era dato per scontato anche all’Inter. Quest’anno hanno festeggiato per il quarto posto, e forse così si ricreano le condizioni per vincere. Quando una squadra vince tutti quegli scudetti consecutivi, può succedere che la vittoria sia scontata ma non è così. Rientrare in corsa? Quest’anno non c’erano le condizioni, il calcio che ho visto quest’anno era difficile rientrare. Chiamata Napoli? Non avevo la certezza di essere molto utile in corsa e perché non c’erano tanti presupposti. Tutte le società che mi hanno cercato hanno avuto la mia risposta, ma ho detto che sarei stato disponibile a giugno”.

“Cristiano Ronaldo? Difficile da gestire, è una multinazionale. Jorginho da Pallone D’oro? Se dovesse vincere Europeo, potrebbe diventare un papabile. E’ un calciatore a cui devi mettere gli occhi addosso. Raramente ti rimane negli occhi un qualcosa di particolare suo, ma questa è la sua grandezza. Jorginho nel 2018 stava firmando con il City ma grazie al lavoro della società riuscimmo a prenderlo. Dybala? E’ un fuoriclasse, io penso che sia arrivato a un punto che lo rinnovi o lo cedi”.

“Sarri vs Mourinho? Roba giornalistica, perché alla fine sarà Lazio vs Roma. Importante sarebbe fare un grande lavoro e vedere una squadra che gioca bene. Quando un allenatore si diverte, lo trasmette anche alla squadra e poi anche il tifoso. Io mi sono divertito molto al Napoli. Inter vs Juve? Tutti quello che fanno sport, sanno quello che voglio dire. La realtà è che quella squadra aveva avuto uno spiraglio aperto e in due minuti era stato chiuso. Ho visto i calciatori piangere. Alleneresti di nuovo più volentieri Higuain, Insigne o Callejon? Higuain è un giocatore eccezionale ma difficile da far carburare. Insigne è da qualche anno il calciatore italiano più forte. E’ uno che se sbaglia 5 minuti viene subito messo sul banco degli imputati. Non è sempre compreso, ed è sottovalutato. Callejon è un calciatore cruciale per gli equilibri della squadra”.

“Roma? Non ci ho mai parlato direttamente. Secondo i miei agenti, siamo stati molto vicini. CR7 lo avrebbe tenuto? Dipende dalle esigenze della società, se si vuole risparmiare sul monte ingaggi andrebbe fatta una scelta. Passaggio al 4-3-3? Non ci sono esterni alti, e qualcosa va cambiato.”