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Il Chelsea è uscito ieri dalla FA Cup contro un Manchester United rivitalizzato dalla cura Solskjaer. Non è che i Red Devils siano diventati un top club europeo (lo abbiamo visto dalla netta sconfitta in casa contro il PSG), ma sono diventati squadra. Classico degli spogliatoi inglesi, con gli allenatori che sono gli unici a pagare. Al Chelsea è successo con Mourinho, con Conte e adesso con Sarri. Allo United è recentemente successo con lo stesso Mourinho, mentre la stessa situazione si è verificata al Leicester, con Ranieri fresco di titolo.

Sarri ha accettato una sfida, accollandosi uno spogliatoio che è un covo di serpi e non è stato capace di gestirlo. Il tecnico italiano ha tentato di imporre il proprio credo, ma alcuni giocatori non lo hanno seguito, mentre altri sono semplicemente incapaci. Il mercato è stato fallimentare. Dopo un buon inizio, Jorginho è entrato in un vortice negativo. Kepa sta giocando senza né infamia né lode. Lo spagnolo è stato pagato 80 milioni. A molto meno si trovano portieri superiori. Morata non era adatto al gioco di Sarri, venendo poi sostituito da un Higuain in netta fase calante.

Se i Blues avessero preso Piatek e non il Pipita, difficilmente sarebbe cambiato qualcosa. I Blues sono una banda di solisti. Hazard è un campione, ma gioca quasi da solo. Con nessun tecnico è stato un giocatore che si è messo al servizio della squadra.

Molti dicono “eh, ma due anni fa il Chelsea ha vinto campionato e FA Cup”. Rispondiamo che due anni sono tantissimi, soprattutto quando molti calciatori sono sui 30 anni, calano fisicamente e perdono motivazioni.

L’errore sul mercato, con Sarri responsabile, è stato quello di puntare su due fedelissimi, senza dare priorità ai ruoli scoperti. In fase difensiva David Luiz ha limiti enormi, mentre Rudiger non si ergeva certo alla Roma e non sta facendo bene al Chelsea. Alonso aveva un senso in un 3-4-3 contiano, mentre come terzino nella difesa a quattro sembra essere totalmente negato. Lo stesso Conte ha responsabilità, avendo fatto spendere quasi 30 milioni per un onesto mestierante come Zappacosta e avendo scelto Emerson Palmieri, dopo l’infortunio mai tornato quello di Roma.

A centrocampo non possiamo non imputare a Sarri il compito dato a Kante, visto come l’Allan del Chelsea. In quella posizione il brasiliano sarebbe stato più incisivo, ma il francese è un campione e andava sfruttato diversamente. Dopo un ottimo inizio di carriera Barkley (altro titolare) non ha mai inciso a certi livelli, ed ecco che il centrocampo ha grossi limiti.

In attacco Pedro fa ancora il suo, si impegna e segna, ma è un parente lontanissimo rispetto a quello visto all’inizio con i Blues e rispetto agli anni del Barcellona. Willian è un calciatore che ha già dato il meglio, capace di colpi di grande classe, ma anche di assentarsi per tante fasi della partita.

I primi segnali di calo netto della rosa li abbiamo visti lo scorso anno, con un deludente quinto posto e problemi a non finire. Questo Chelsea fu asfaltato dalla Roma. A Stamford Bridge finì 3-3, ma i Blues furono molto fortunati, mentre all’Olimpico la squadra di Conte fu bombardata dai giallorossi di Di Francesco. Pertanto, fermo restando le grosse responsabilità di Sarri, questo Chelsea annovera 5-6 calciatori inadeguati e/o in netta fase calante. L’errore principale, commesso già dal mercato 2017/2018, è stato quello di non porre rimedio a questi problemi.

Cosa cambierebbe con un nuovo tecnico? I calciatori che remano contro Sarri tornerebbero a produrre prestazioni di un certo livello, ma i miracoli non si possono fare. Si parla di Zidane, grande domatore di campioni, ma i campioni dove stanno? Al Real aveva, tra gli altri, Sergio Ramos, Marcelo, Modric, Kroos, CR7, Benzema, Bale, Isco, Asensio, e chi più ne ha più ne metta. Adesso si ritroverebbe Kante e Hazard.

Pertanto, a giugno urge una rivoluzione. Tolto Azpilicueta, la difesa va rifatta daccapo, a centrocampo servono almeno tre giocatori nel sestetto tra campo e panchina, mentre in attacco non basterà Pulisic.