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Napoli-Leicester è la classica partita della vita. Se vinci vai avanti in Europa League, se perdi torni a casa o in Conference League. Ma a movimentare la vigilia è stata la turbolenta vicenda dei positivi in casa degli inglesi. Rodgers, allenatore del Leicester, non potrà contare su 7 giocatori a causa del virus Covid-19. In virtù di questa situazione, il protocollo UEFA verrà applicato e senza discussioni: ogni squadra che ha dei giocatori infetti da Covid-19 verrà sottoposta ad un giro di tamponi a poche ore prima della partita. Tale protocollo verrà applicato per i giocatori, staff tecnico e medico del Leicester. Ma, gli inglesi si sarebbero rifiutati di applicare tale protocollo, ma avrebbero accettato ugualmente visto il cluster che si è sviluppato all’interno del gruppo. Il club ha terminato i test prima di imbarcarsi in direzione Napoli, ma tale situazione ha preoccupato la squadra partenopea.

A Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport Show, è intervenuto Massimiliano Gallo, direttore de’ Il Napolista:

Il Leicester ha detto no ai tamponi. Nella riunione di prassi di questa mattina ha partecipato anche l’ASL Napoli 1, dopo la positività di dieci giocatori positivi al Covid o sospetti positivi. L’UEFA ha dato l’ok ai tamponi e il club inglese ha detto di no. Non so cosa potrà accadere ora, devo essere sincero. Magari si aprirà una trattativa e loro si sottoporranno ai tamponi. Già questa mattina hanno manifestato la loro contrarietà. L’UEFA non prevede questi tamponi. Il discorso è lo stesso: da una parte c’è il calcio e l’altra lo Stato italiano. A questo punto la decisione è nelle mani dell’ASL. Napoli-Leicester al momento è in programma. La situazione è singolare, dovuta al fatto che venga prima lo Stato e poi il calcio. Ibra? Con lui saremmo arrivati in Champions, ma ormai è andata così”.