La Selecao brasiliana solo oggi si è accorta del valore di Allan, convocandolo dopo che le gare contro Liverpool e Psg hanno strabiliato tutti gli addetti ai lavori.
Molto spesso, gli addetti ai lavori giustificano l’ostracismo carioca verso il giocatore, con la sua precoce partenza dal Brasile per Udine, sostenendo che lo stesso fosse pressoché sconosciuto in patria.
In realtà è un luogo comune, Allan per la propria nazione ha disputato e vinto un Mondiale Under 20, quello del 2011, che molti spunti curiosi presenta per i tifosi del Napoli.
L’ex Udinese disputò da subentrante la finale contro il Portogallo e i quarti contro la Spagna, raccogliendo un’ottimo minutaggio nella finale (74 minuti) vinta solo ai supplementari.

Si ricorse ad Allan per dare più sostanza ad un centrocampo che già prevedeva Casemiro e Fernando, la fantasia di Coutinho e Oscar, precocemente allontanatosi dal calcio europeo, dopo un’esperienza non felicissima al Chelsea.
Vi erano i laterali Danilo, oggi al City e, per lo più in panca, Alex Sandro della Juventus.

In quel Brasile vi erano altri giocatori poi arrivati a Napoli.
Ironia della sorte erano due titolari inamovibili, Gabriel il portiere e il centrale Uvini, che in azzurro hanno a stento esordito.
Nel Brasile giocava titolare di fianco a Uvini, Juan Jesus in quei giorni vicinissimo al club partenopeo che poi decise di virare al fotofinish per Fideleff, dovendo acquistare un centrale giovane in luogo del partente, dopo appena sette mesi, Victor Ruiz, ceduto al Valencia.

Allan e gli altri brasiliani conquistarono il Mondiale contro il Portogallo ed è curioso vedere come in formazione tra i lusitani ci fosse un certo Mario Rui, il quale a distanza di anni, dopo il centrocampista del Porto Danilo Pereira, si può dire abbia compiuto il percorso professionale più importante tra i suoi compagni di squadra, tutti onesti mestieranti se si eccettua Danilo Pereira e il terzino Cedric, oggi in Premier League.
Oggi Mario Rui, in un’ideale cena rievocativa alla Compagni di scuola, potrebbe guardare tutti dall’alto in basso, dopo un percorso estremamente tortuoso in cui il laterale è passato pure per il Gubbio!

In quel Mondiale giocava nella Francia un certo Koulibaly e non è un’omonimia.
Si tratta di Koulibaly che, prima di optare definitivamente per il Senegal, giocò per i Blues in quella manifestazione, fermandosi in semifinale.
Quella Francia annoverava giocatori divenuti poi importantissimi come Griezmann e Lacazette e giocatori passati come meteore a Roma, sponda giallorossa come Nego e Grenier.

La Francia di Kalidou incrociò nel girone un’altra vecchia conoscenza del Napoli: Duvan Zapata, riserva dell’eterno promesso sposo azzurro, Muriel.
Tra i compagni di Duvan anche quell’Arias, oggi all’Atletico e in estate sorpassato da Malcuit nel ruolo di nuovo terzino destro del Napoli.

Infine tra le squadre partecipanti al Mondiale di quell’anno segnaliamo un’Argentina con Lamela e Iturbe, in diversi momenti vicini all’arrivo in maglia partenopea. Lamela prima e dopo la sua esperienza in giallorosso, Iturbe accostato al club partenopeo a inizio carriera ed anche nella folle estate che seguì il suo ottimo torneo con il Verona, che lo rese uomo mercato portando Juventus, Roma e Napoli a battagliare per l’ala/trequartista, poi finita a Trigoria.

 

Marco Bruttapasta