La nascita del falso nueve attuale

La nascita del falso nueve attuale risale alla giornata 34 della Liga: si affrontano al Bernabeu Real Madrid e Barcellona. I blaugrana sono primi a +1 sulle Merengues in una partita cruciale per il campionato.

Agli ordini del tecnico ex Siviglia Juande Ramos, si presenta con un 4-4-2 con Sergio Ramos terzino destro, Marcelo esterno offensivo esterno alto, non un falso nueve ma un “doble nueve” composto da Raul e Higuain. La mediana è invece composta da Gago e Lassana Diarra, non proprio di altissimo livello.

Pep Guardiola è alla prima stagione da allenatore della prima squadra blaugrana dopo l’esperienza come tecnico della squadra B. Guardiola propone un classico 4-3-3 pieno di calciatori di grandissima qualità. Figuriamoci che il meno tecnico è Yaya Touré, calciatore comunque dotato di un gran bel tocco di palla, di una coordinazione eccezionale e di capacità balistiche notevoli. Messi parte da destra, poi diventa centrale. Dopo una decina di minuti con quella disposizione, Guardiola ordina a Eto’o e Messi di scambiarsi la posizione: il Barcellona è quindi disposto con una sorta di 4-1-4-1.

Entriamo invece nei dettagli del falso nueve. Messi svuota la classica posizione da numero 9 con la coppia centrale formata da Cannavaro (oramai a fine carriera) e Metzelder (centrale lento e legnoso) che rimangono ancorati alla linea difensiva e ciò mette in inferiorità numerica la linea mediana del Real Madrid.

Senza l’assistenza degli esterni d’attacco in quasi ogni possesso palla prolungato del Barca, i due mediani delle Merengues, già non eccelsi di per sé, sono impotenti al cospetto di tanta sapienza calcistica e capacità di far girare il pallone. È impressionante come il Barcellona in quella gara riuscisse sempre a trovare l’uomo libero e come, appena persa palla, gli uomini di Pep fossero in posizione migliore per riconquistarla. E se un centrale avesse deciso di uscire su Messi, la difesa del Real veniva condannata, considerando anche il mis-match in termini di velocità. La difesa di Ramos usciva sempre con tempi e i movimenti sbagliati, permettendo al falso nueve Leo Messi di girarsi fronte alla porta.

Questo è il primo gol di Thierry Henry, che sfrutta il buco tra centrale e terzino destro, dove va la palla filtrante.

Come noto, il match finisce con uno storico 2-6 per il Barcellona. Assoluti protagonisti, oltre ovviamente a Messi, anche Xavi e Iniesta, che giocano una partita divina. Poche volte nella storia del calcio si è vista una discrepanza così netta in termini di gioco tra due squadre considerate di livello simile.

E veniamo al punto cruciale: come venne a Guardiola l’idea di posizionare Messi come falso nueve? Lo racconta Marti Perarnau nel suo fondamentale “Herr Pep” dove, oltre al racconto dall’interno della stagione al Bayern Monaco, narra di alcuni particolari dell’epopea blaugrana di Pep Guardiola. “Leo, sono Pep. Puoi venire qui un momento?”. La sera è quella precedente alla partita e Guardiola nel suo studio chiama Messi per spiegargli cosa ha appena intuito e cosa dovrà fare il giorno seguente.

Pep aveva notato come i mediani del Real Madrid fossero propensi ad aggredire i centrocampisti avversari e come i difensori tendessero a rimanere in linea. Si creava così uno spazio là in mezzo: la zona Messi, la zona in cui la Pulga avrebbe dovuto agire. Come afferma Perarnau, il falso 9 sarà ricordato come una delle innovazioni più grandi di Guardiola, non tanto per averlo inventato, quanto per averlo ridefinito attraverso un giocatore eccezionale come Messi.

 

 

 

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