Cosa abbiamo appreso da Atalanta-City

L’Atalanta di Gasperini ha conquistato il suo primo punto della storia in Champions League pareggiando contro il Manchester City. Punto prestigioso contro una delle grandi favorite alla vittoria finale, eppure c’è rammarico, in quanto i Citizens hanno giocato senza portiere di ruolo negli ultimi minuti.

Bene l’Atalanta, ma l’assenza di Zapata…

Ci sono poche squadre nel mondo del calcio che possono fare a meno del loro talismano. L’Atalanta non ha fatto eccezione. In attacco gli Orobici hanno patito la mancanza di un riferimento come il colombiano. La squadra di Gian Piero Gasperini è salita agli onoro delle cronache per il suo calcio pieno di verve e stile peculiare. Ma c’è da dire che l’assenza di un formidabile Duvan Zupata ha dimostrato che la presenza fisica è fondamentale almeno quanto la tecnica dei giocatori sulla trequarti.

Josip Ilicicic ha ottima confidenza con il gol. Lo sloveno ha segnato 13 in tutte le competizioni della scorsa stagione. Stesso discorso per il Papu Gomez: il fantasista argentino ne ha messi a segno 11 la scorsa stagione. Entrambi possiedono la capacità di svariare su tutto il fronte offensivo, con movimenti difficilmente prevedibili per i centrali avversari. Ma l’assenza di Zapata per infortunio ha fatto sì che gran parte del gioco offensivo tipico di Gasperini, quello che avrebbe dovuto mettere in difficoltà i centrali, non si sia visto.

Otamendi e Fernandinho, pur essendo calciatori duri e forti fisicamente, non sono dei centrali imponenti. La statura di Zapata avrebbe potuto fare la differenza. Zapata non è solo pericoloso in zona gol (il colombiano ha messo a segno 7 gol in 9 partite in questa stagione), ma il suo gioco da attaccante boa, con capacità oculo-podaliche di dialogare con i compagni, avrebbe permesso a Ilicic e Gomez di avere maggiori soluzioni. Pep Guardiola certamente ha beneficiato dell’assenza tra gli avversari di un attaccante che avrebbe potuto creare grossi pericoli a una difesa un po’ arrabattata.

Il City è vulnerabile dietro

L’infortunio di Aymeric Laporte, che era stato nettamente il miglior centrale dei Citizens, ha tolto ulteriori certezze al reparto difensivo di Guardiola, che è certamente il punto debole del City. Pasalic è stato lasciato troppo solo e non è stato seguito. Ribadiamo che con Zapata l’Atalanta avrebbe potuto segnare uno o due gol in più. Fernandinho è un calciatore potente, forte in interdizione, aggressivo e adattabile. Il problema è che non è un centrale di ruolo. Quando il City gioca in 20 metri e soffoca l’avversario, il brasiliano è un fattore anche dietro. Quando invece l’avversario gioca e crea, i problemi emergono. Il gol di Pasalic è frutto di colpe di tutta la fase difensiva, con Otamendi e i terzini responsabili. Il punto è che manca un centrale che possa guidare il reparto.

Svolta di mentalità per l’Atalanta

La peggior partita dell’Atalanta è stata a Zagabria, quando la squadra di Gasperini non è praticamente scesa in campo. Il sonoro 4-0 con una squadra imbottita di ex flop in Italia tra serie A e serie B grida vendetta. Contro lo Shakhtar enorme beffa, dovuta a sfortuna e ingenuità. La qualificazione è quasi compromessa. Questo punto con il City può comunque essere un volano per le ambizioni degli uomini di Gasperini. Dando per scontata la sconfitta degli ucraini a Manchester, l’Atalanta ha le carte in regola per battere la Dinamo in casa, dimostrando di aver superare lo scotto del battesimo nella massima competizione europea per club.

Il rammarico di non aver segnato con Walker in porta c’è, ma il punto insperato contro un avversario con pochi punti deboli rappresenta un’iniezione di fiducia non indifferente. Se gli orobici arriveranno con un punto di svantaggio contro lo Shakhtar potrà succedere di tutto. Sulla partita secca, anche se giocata fuori casa in un ambiente ostile, soprattutto per il clima, cadono i discorsi relativi all’esperienza. L’Atalanta non avrebbe nulla da perdere e la pressione sarebbe tutta sugli ucraini…

Vincenzo Di Maso

Banner 300 X 250 – Lieto – Post
Potrebbe piacerti anche