Sono in molti a sostenere che i videogiochi abbiano sostituito, nel tempo, la televisione nelle abitudini delle generazioni più giovani evolvendo nel tempo da emulatori di realtà da usare con una buona dose di fantasia, a vere e proprie realtà virtuali con tanto di esperienza multisensoriale.

In questo mercato, in crescita esponenziale da quando è nato, tutte le case hanno cercato di mettere le mani sul calcio, ben consapevoli che diventare il punto di riferimento dello sport più seguito al mondo avrebbe portato tantissimi soldi nelle tasche.

Tra esperienze dimenticabili e tentativi che nonostante le buone premesse si sono fermati ad uno o due titoli, ci sono invece giochi e saghe calcistiche che hanno segnato epoche e generazioni di videogiocatori. Ecco la nostra top 5, ben consapevoli che l’idea è soggettiva e che ognuno si è divertito con il prodotto che più soddisfaceva le proprie esigenze.

5. Virtua Striker

Alla sua uscita nelle sale giochi, distrusse la concorrenza di ogni gioco calcistico precedentemente concepito, con una grafica incredibile sfoggiata dalla SEGA: inquadratura tridimensionale, movenze dei giocatori iper-realistiche per l’epoca, squadre Nazionali licenziate con giocatori molto simili alla loro controparte umana (la Colombia veniva presa soltanto per vedere i capelli di Valderrama) e soltanto quattro partite per arrivare a giocare la finale.

Mai uscito su console di massa, per giocarci in sala c’era la fila. One credit, one play.

4. Sensible Soccer

Gioco senza tempo, ha conquistato tutti sin dalla prima uscita e con le successive varianti: la sua forza è nel game-play puro, nella disarmante facilità dei comandi, nel divertirsi semplicemente a scendere in campo usando solo tre tasti: il tiro, la scivolata e il passaggio. Semplice e profondo nelle sue infinite possibilità di personalizzazione.

A oltre 30 anni dalla sua uscita, ancora viene regolarmente aggiornato e giocato, nonostante i progressi grafici, a testimonianza della sua incredibile longevità. Calcio puro.

3. Pro Evolution Soccer / Winning Eleven

Winning Eleven, International Superstar Soccer Pro, Pro Evolution Soccer: la Konami ha dominato il mercato calcistico uscendo nel 2000 con un gioco dal gameplay ancora oggi difficilmente raggiungibile. Chi è cresciuto in quegli anni conosce la potenza del Camerun di Mboma, la velocità della Nigeria, la forza del tiro di Roberto Carlos, rigorosamente esterno d’attacco nel 4-3-3 brasiliano.

Si narra che la prima Playstation ebbe un’incredibile incremento delle vendite per merito del successo di questo gioco, per il quale venivano organizzati veri e propri tornei. Particolare non da poco: l’altezza differente e il diverso body-type dei giocatori nacquero con questo gioco, prima di lui Zola e Tore-Andre Flo avevano la stessa possibilità di segnare di testa.

2. FIFA

La saga di Fifa è leggenda dell’EA Sports: i canadesi sono stati i primi a provarci veramente con Fifa 96, hanno subito l’oblio dell’egemonia di PES nel primo decennio del secolo e si sono ripresi lo scettro nel 2010 grazie al decadimento della serie Konami e l’introduzione del Fifa Ultimate Team, una sezione del gioco dove poter costruire la propria squadra dei sogni.

Ormai dominatori incontrastati del mercato, orde di ragazzini aspettano la sua uscita come il Natale: la EA non fa mistero di adottare uno stile di gioco più arcade rispetto al realismo del grande antagonista PES, ma la formula continua ad essere vincente e gli incassi multimilionari danno ancora ragione alla multinazionale canadese.

1. Football Manager

Football Manager è considerata da molti videogiocatori una religione e non può non essere sul gradino più alto del podio: sin dalla sua uscita (Championship Manager 1992 – Premier League) ha dominato il mercato del calcio manageriale cercando di regalare il massimo del coinvolgimento calcistico, spesso riuscendosi.

La sua miglior grafica è la fantasia, che non può essere raggiunta da nessuna scheda grafica, e la sensazione di poter prendere una squadra e gestirne ogni aspetto fino a portarla sul tetto del mondo appaga la maggiore voglia dei tifosi, quella di voler essere allenatori, general manager, partecipare a conferenze stampa ed essere anche, purtroppo, esonerati.

Il database sconfinato ha spesso aiutato squadre reali a scoprire talenti nascosti, vedasi Firmino che fu acquistato dall’Hoffenheim per 4 milioni basandosi soltanto in base alle sue statistiche ingame, e ad assumere videogiocatori nel loro staff: vi dice qualcosa un certo Nagelsmann?