In principio fu Winning Eleven, poi divenne International Superstar Soccer Pro ed infine il più classico e longevo PES, ovvero Pro Evolution Soccer. Fino a ieri. Da oggi si chiamerà semplicemente “eFootball”. Il videogioco della Konami non ha mai avuto paura di cambiare nome e pelle, adeguandosi al mercato e alle nuove tecnologie senza aver paura di perdere il seguito di un brand così forte da permettersi il lusso di poter cambiare il nome al suo gioco di punta.

La Konami ha fatto una scelta atta a contrastare il dominio, decennale e incontrastato, della EA Sports che con FIFA monopolizza il mercato grazie al Fifa Ultimate Team, la modalità videoludica più giocata al mondo.

Approfittando della crisi della EA, alle prese con le molte leggi che stanno limitando FUT, accusato da più Paesi di essere al pari delle slot machine e di provocare ludopatia nei soggetti più deboli, la casa giapponese ha scatenato una guerra decidendo di combattere sul campo delle licenze di campionati e squadre. In Italia ha avuto terreno fertile e ha ottenuto la partnership esclusiva di Juventus, Roma, Lazio, Atalanta e di tutta la Serie B.

L’annuncio rivoluzionario oltre al fatto che PES, dal 2022, si chiamerà semplicemente “eFootball” è che il videogame calcistico sarà disponibile gratuitamente. Una scelta rivoluzionaria che si basa sulla possibilità di acquistare add-on all’interno del gioco che fanno ampiamente rientrare la Konami dei costi di sviluppo del gioco.

Una mossa che è molto comune nei giochi per cellulare, spesso scaricabili gratuitamente per poi avere all’interno contenuti scaricabili a pagamento. La Konami ha sondato questa strada all’interno del circuito dei videogiochi per console, ed è stata la prima a rinunciare ufficialmente all’entry-fee di 70 euro che di solito viene pagata per acquistare un videogame.

È stato rilasciato anche il trailer (ve lo lasciamo sotto) e, che dire, c’è da rimanere a bocca aperta. Il motore grafico non sembra ancora sfruttare al massimo la next-gen di PES, o meglio eFootball, ma Fifa avrà di che preoccuparsi per far fronte a tanta bellezza e al gameplay che già nel 2021 era più simulativo e divertente rispetto al gioco della EA.

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