Si sa la mamma è sempre la mamma. 
Ma quando la tua ti fa anche da agente ed è dotata di un carattere a dir poco vulcanico, non è per niente facile. 

Lo sa bene Adrien Rabiot, 26 anni, centrocampista della Juventus e della nazionale francese. 
La mamma Veronique, di cui Adrien si fida ciecamente, oltre a seguire come un’ombra il figlio è capace di farsi elargire commissioni faraoniche e di influenzare i club in cui lui gioca.

LITE SUGLI SPALTI

Succede che tuo figlio si sta giocando l’accesso ai quarti di finale contro la Svizzera.
Succede che la squadra sia in difficoltà e allora tu, mamma-agente, che segui tuo figlio dagli spalti, cosa fai?! 

La scelta più razionale suggerirebbe una sola risposta : niente. 

Veronique invece si rende protagonista di un siparietto imbarazzante che sta rimbalzando su tutti i quotidiani sportivi, non solo quelli francesi. Con enorme stupore di tutti i presenti inizia ad inveire contro i parenti di Pogba, accusato di aver sbagliato un passaggio decisivo da cui poi è derivato il 3 a 3.
Poi é la volta dei familiari di Mbappe, reo di aver sbagliato il rigore decisivo, addirittura redarguiti sull’educazione del figlio per cercare di renderlo “meno arrogante”. 
Ovviamente ne è derivata una lite accesa durata circa una ventina di minuti.

I PRECEDENTI

Non è la prima volta che mamma Veronique perde le staffe.
Nell’ambiente viene definita “l’agente-squalo”. Una sorta di “Raiola in gonnella” ma con cui nessuno vuole trattare.
Questo inevitabilmente si ripercuote sul figlio.

In Francia si è scontrata spesso con il presidente federale Le Graët , definito pubblicamente “bugiardo”. 
Anche con il ct Deshamps minacciato di far giocare il figlio con la nazionale algerina se non fosse arrivata una convocazione. 
Due anni fa il ct lo convoca, tra le riserve leró e Rabiot rifiuta sdegnato la convocazione. Risultato: non vedrà la naxionale per un po’. 

Lo stesso Psg che fece giocare il figlio da mezzala (“non è un regista, non mi piace lì”) con cui arrivò ai ferri corti più volte.

Stesso discorso con i dirigenti del Barcellona. 

In Italia lo sa bene Sabatini con cui Veronique si rifiutava di parlare nella trattativa per portare il figlio alla Roma “voglio solo parlare con il tecnico Garcia”, rispondeva lei stizzita.
La Juventus per “accontentarla” ha costruito veri e propri ponti d’oro per portare il figlio prodigo a Torino.(10 milioni di commissione alla madre per la trattativa)

DRAMMA

Questo tanto stretto quanto complicato rapporto tra Adrien e la mamma e la sua presenza quasi ossessiva, ha origini in una situazione familiare molto difficile e triste. 

Fu il papà di Adrien, Michel Provost, a far innamorare il figlio del pallone. 
Nel 2007, quando Rabiot aveva solo 12 anni, il papá è stato colpito da un ictus che lo ha reso completamente paralizzato. 

I due iniziarono a comunicare solo tramite gli occhi fino alla morte del papà avvenuta nel 2019. 
La mamma, da chi Rabiot prese anche il cognome dppo la morte del padre, è sempre stata molto attenta a tenerlo fuori il più possibile dalla situazione difficile e far sì che gli occhi del figlio fossero sempre felici. 

E per vederlo felice doveva vederlo giocare e non star dietro spesso alle logiche societarie. Questo negli anni le ha creato non pochi nemici. 

CUORE DI MAMMA

Le mamma si sa difendono a spada tratta i propri figli. 
Il come lo facciano dipende ovviamente dal carattere e dal rapporto che hanno con loro. 

La mamma di Leo Messi, Celia Maria, non è quasi mai sotto i riflettori ma le poche volte che ha parlato, sono stati lampi e maledizioni a chi osava criticare suo figlio. 

La mamma di Bobo Vieri amministrava il patrimonio del figlio “meglio che ci pensi io” spiegava saggiamente. 

Ci sono poi quelle che si limitano a fare le mamme e che hanno con i figli un rapporto quasi da sorelle, ne sanno qualcosa Pogba la cui mamma Yeo balla e canta in tribuna e segue il figlio persino alle feste , e quella di Trezeguet che quando segnava le dedicava baci rivolti in tribuna dove c’era sempre lei a seguirlo. 

Veronique ha un carattere forte, dovuto molto probabilmente anche ad una vita non proprio facile, che le ha costruito questa corazza. 

Il suo atteggiamento da protettivo si è mostrato spesse volte ossessivo, forse causato dalla paura di perdere il figlio così come è successo con il marito. 

Più volte il comportamento di Veronique ha inciso in modo netto nella carriera di Adrien con i club che, per assicurarsi le prestazioni del talentuoso figlio, sono spesso arrivati al limite con lei.

Certo gestirla non è facile ma è anche vero che senza di lei Adrien non sarebbe ora il centrocampista che è e non avrebbe giocato tra i migliori club europei.

Rabiot non rilascia mai dichiarazioni sugli atteggiamenti della madre e non lo ha fatto neanche dopo la lite dell’altra sera che di sicuro ha infuocato lo spogliatoio dei Blues.

In pubblico appare come quello che in Italia chiameremmo “il cocco di mamma”, sempre sorridente al suo fianco.
Sa che a lei deve molto e forse per questo sta volentieri sotto la sua ala protettiva. 

In privato non è dato sapere come siano i rapporti tra i due e quanto l’atteggiamento della madre incida sulle scelte del figlio fuori dal campo.