Alfredo Trentalange è il nuovo presidente dell’Associazione italiana arbitri. A Radio Punto Nuovo nel corso di Punto Nuovo Sport Show è intervenuto Claudio Gavillucci, ex arbitro AIA: “La scelta di Nicchi di fare la riunione in presenza, sicuramente non è stata felice ma alla fine si è svolto tutto secondo le regole. Nonostante la situazione pandemica hanno partecipato praticamente tutti: è stata una grande giornata di democrazia.

Cosa è accaduto per la vittoria di Trentalange? Non è stato deciso certo tutto in una notte: gli arbitri hanno scelto di voltare pagina. Nicchi come ha fatto anche Trentalange, va ringraziato per il buon lavoro svolto in questi 11 anni ma, anche la scuderia di F1 che vince il campionato del mondo, l’anno successivo può avere bisogno di cambiare macchina per migliorarsi.

Trentalange con la sua squadra composta da professionisti e tecnici di altissimo livello, saprà dare sicuramente una nuova spinta al movimento. Ho rivisto nel programma di Alfredo Trentalange molte delle mie battaglie portate avanti in questi due anni, e ciò mi ha fatto un immenso piacere.

Rientrare nell’Associazione? Onestamente non mi sono mai sentito fuori, anche se l’ AIA mi ha ritirato la tessera e sono in attesa del giudizio del CONI. Sono ancora diviso tra Italia ed Inghilterra dove peraltro arbitro per la Federazione Inglese. Se verrà richiesto il mio contributo, compatibilmente con i miei impegni familiari, come ho sempre fatto per l’Aia non mi tirerò indietro. Comunque vada, un pezzo di Claudio Gavillucci già c’è in questa nuova Aia. Non ho mai cercato rivalsa, ma ho sempre portato avanti una battaglia con le idee. Se avessi fatto questa lotta qualora non fossi stato mandato via?

No, non l’ avrei fatta perché non avrei potuto farla, come altri colleghi prima e dopo di me. Comunicazione? È una delle priorità nel programma di Trentalange: sono sicuro che già ci stanno lavorando. In Inghilterra gli arbitri parlano con dirigenti ed allenatori nel question time a fine gara, e c’è un emissario della Federazione che raccoglie le istanze e le spiega agli addetti ai lavori nel day-after. Il doppio tesseramento? Fondamentale. Avere tra i 14 ed i 18 anni compagni di squadra che siano anche arbitri è uno strumento di cultura e formazione formidabile”.

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