Senza pullman scoperto riportateci pure in albergo”. 

Sarebbero state queste le parole pronunciate da Leonardo Bonucci in occasione della festa della Nazionale a Roma di lunedì pomeriggio. 

Dopo l’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e prima della visita a Mario Draghi, ci sarebbe stato un faccia a faccia tra la polizia e la coppia di difesa, Bonucci-Chiellini per sfilare tra le vie della capitale a bordo del pullman scoperto. 

“Il Fatto Quotidiano” parla di trattativa Stato-Bonucci creando una pericolosa analogia con Stato-mafia ed è subito bufera.

Ma ricostruiamo insieme i fatti. 

PRIMA IL NO, POI IL SÌ 

La Questura e la Prefettura di Roma, su indicazioni del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, erano stati categorici: “Niente pullman scoperto, motivi d’ordine pubblico”.
Poi le visite della squadra e di Matteo Berrettini al Quirinale e Palazzo Chigi, con orari resi pubblici, 17 e 18.30, che hanno favorito l’arrivo di migliaia di persone nel centro di Roma. Con la Federcalcio, nonostante il Viminale lo avesse ‘sconsigliato’, che aveva già affittato da venerdì il pullman scoperto, facendolo parcheggiare in zona Palazzo Chigi. 
La stessa Figc avrebbe prima proposto e poi non perseguito l’idea di una pedana rialzata in Piazza del Popolo per i festeggiamenti.

All’uscita dal Quirinale Bonucci ha discusso con alcuni responsabili della polizia che, dal canto loro, ribadivano il divieto. 

Invece nei 45 minuti sul pullman coperto, l’Italia vince la trattativa e ottiene di festeggiare insieme alla gente, che già stava riempiendo le strade capitoline . 

Abbiamo vinto la trattativa, poi saliremo sul pullman scoperto, lo dovevamo ai tifosi“, questa la dichiarazione di Bonucci ai giornalisti appena sceso dal pullman.

CHI HA CEDUTO ALLA PRESSIONE?

C’è chi dice che sia stato Matteo Pantedosi, il prefetto, chi invece ritiene sia stata proprio Luciana Lamorgese. 
Il primo ha escluso ogni responsabilità in quanto accaduto pubblicando un tweet in cui dichiara che non c’è stata nessuna autorizzazione alla sfilata. 
La polizia avrebbe semplicemente “preso atto” della cosa, tanto che il pullman ha sfilato con la sola presenza della polizia di scorta. 

Ci sono ancora molte incertezze su chi abbia dato l’ok alla manifestazione. 
L’unica cosa certa é che, se così fosse, la Figc si troverebbe ad aver violato quindi i patti contro gli assembramenti. 

Se così fosse, nonostante migliaia di tifosi si fossero già assembrati lungo le vie della capitale, si tratterebbe di un comportamento molto grave considerato il momento storico che stiamo vivendo e il crescere, anche in Italia, dei nuovi contagi a causa della variante Delta.
Lo stesso Pantedosi ha dichiarato di non aver più sentito Gravina, presidente della Figc, dopo l’accaduto e di esserne molto amareggiato.

Oggi sono arrivate peró le dichiarazioni di Gravina.
Il presidente della Federcalcio ha replicato alle parole del prefetto: “Non è nostra intenzione alimentare ulteriori polemiche, perché non vogliamo trasformare un momento di gioia nazionale in un argomento di divisione”, queste le parole in una nota.
La Figc è sempre stata responsabile, ma soprattutto rispettosa delle istituzioni e dei tifosi italiani”, aggiunge, spiegando che “all’arrivo davanti Palazzo Chigi la FIGC ha reiterato la richiesta, a questo punto condivisa dalle istituzioni, per un breve tragitto con il bus scoperto”.

Difficile capire chi possa avere ragione ma di certo la vicenda non lascerà, si spera, delle macchie sulla splendida festa azzurra che tutti gli italiani si ricorderanno per sempre.
Quella festa che ha ridato un senso di normalità, di aggregazione e di appartenenza che agli italiani mancava da più di un anno.
È brutto notare come Bonucci e Chiellini siano passati da “eroi” a “untori” nel giro di 24 ore.
Ma questa è tutta un’altra storia…