• Tempo di lettura:3Minuti

Il Milan di Pioli ha vinto ieri il suo scudetto numero 20. Non si può parlare di vero sorpasso materializzatosi a Bologna. Prima della gara del Dall’Ara i rossoneri erano avanti. Gli uomini di Inzaghi avrebbero superato il Milan battendo i felsinei.

In quella gara di recupero è andato in scena un clamoroso psicodramma. Dopo aver fallito a più riprese il 2-0 della sicurezza, l’Inter si è fatta prima rimontare da Arnautovic e poi superare a seguito di una follia di Radu.

Probabilmente l’episodio più decisivo che ha fatto pendere l’ago della bilancia verso il Milan è stato il gol di Tonali contro la Lazio. Gol in rimonta, segnato all’ultimo respiro, su una palla persa dalla Lazio. Ciò ha fatto andare al settimo cielo gli uomini di Pioli, innervosendo invece gli avversari. Convinti di poter andare a Bologna con due risultati su tre, i nerazzurri hanno giocato con maggiori pressioni a Bologna.

Il mancato arrivo del 2-0 in terra felsinea ha aumentato questo nervosismo, culminato poi con il gol di Arnautovic. Nel secondo tempo gli attacchi non sono andati a buon fine. La follia di Radu ha poi indirizzato il campionato verso l’altra sponda del Naviglio. Quell’errore ha spezzato ogni velleità di recupero dei nerazzurri in quella gara specifica.

Cosa è cambiato quindi? Come noto, il Milan aveva il vantaggio negli scontri diretti, avendo vinto il derby di ritorno. A quel punto i rossoneri avrebbero potuto permettersi un pareggio nelle ultime gare. Questo perché, in caso di arrivo a pari punti, avrebbero giustappunto avuto la meglio dato il suddetto vantaggio negli scontri diretti.

Senza l’errore di Radu, la squadra di Pioli avrebbe avuto più pressioni. Contro la Fiorentina la gara era sullo 0-0 a 10 minuti dalla fine. Contro il Verona i rossoneri erano addirittura in svantaggio. In definitiva, non c’era l’obbligo di vincere tutte le partite. Vero che contro la Fiorentina Maignan è stato miracoloso prima del gol decisivo rossonero (anche se, per occasioni prodotte, il Milan avrebbe meritato il vantaggio molto prima), ma anche un pareggio sarebbe andato bene.

Giocare con la forza dei nervi distesi, con l’enorme vantaggio di poter speculare e pareggiare una partita, ha dato tranquillità a Pioli e ai suoi ragazzi. Non che il Milan abbia fatto calcoli, ma certamente è entrato in campo più tranquillo. Non che senza l’incredibile errore di Radu l’Inter avrebbe vinto certamente lo scudetto. Eppure l’approccio alle gare da parte dei rossoneri sarebbe stato assolutamente diverso.

Fatto sta che, sulla carta, il Milan aveva il calendario nettamente più difficile delle tre che si contendevano il titolo a inizio aprile. Il Napoli ha fatto harakiri in più gare (determinante l’infortunio di Di Lorenzo), l’Inter è stata tradita dal suo portiere, decisivo in negativo come Gresko. Quando è iniziata la salita per il Milan, i rossoneri hanno iniziato a scalare come un loro celebre e indimenticato tifoso sulle rampe del Mortirolo, delle Deux Alpes e dell’Alpe D’Huez.