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Trapelata la notizia che nella Roma c’è un no-vax, è scattata subito la corsa a chi poteva essere il “top player” che non vuole vaccinarsi. Se si scatena la caccia social, si sa, le ricerche sono veloci e hanno esiti pressoché immediati. Il giocatore giallorosso che, entrasse in vigore l’obbligo vaccinale per i giocatori di Serie A, non potrebbe più mettere piede in campo sembrerebbe Chris Smalling, finito immediatamente in tendenze. Il difensore inglese, vegano, avrebbe sposato la causa no-vax della moglie, molto attiva su Instagram con una posizione netta nei confronti del vaccino e delle sue possibili conseguenze.

Tralasciando le opinioni personali, fosse vera la scelta di Smalling, la Roma rischia di perdere il difensore che con le sue ultime prestazioni ha rimesso in piedi la difesa giallorossa. La salute di questi tempi è un argomento molto delicato da trattare, perché sulla pelle non si scherza, ma la recrudescenza del virus nella sua variante più contagiosa sta portando la Lega a optare per l’obbligo vaccinale. Una scelta che se confermata escluderebbe Smalling a tempo indeterminato non solo dalle partite, ma anche dagli allenamenti dei giallorossi.

Il Covid, che oltre a essere una malattia ormai è una guerra ideologica, escluderebbe dunque “Colossus” dalla rosa giallorossa. La Roma sarebbe costretta ad intervenire sul mercato per colmare la lacuna del no-vax e dare vita al secondo “mercato di reazione” dopo quello estivo; dettato più da infortuni (Spinazzola) e addii improvvisi (Dzeko) che da scelte tecniche atte a potenziare la squadra.

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