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Il Chelsea insiste da tempo per portare a Londra Cesare Casadei. Il centrocampista classe 2003 di scuola Inter è considerato uno dei giovani più promettenti del panorama azzurro, essendo un punto fermo della Nazionale Under 19 e della Primavera nerazzurra. Considerando il fiuto che gli inglesi hanno per i giovani in rampa di lancio, non è un caso che una delle squadre più blasonate d’Europa stia seguendo da mesi Casadei. Ma perché tutto questo interesse? Cosa convince il Chelsea ad investire una marea di soldi (si parla di 10-20 milioni di euro) per un giocatore che non ha disputato neanche 1 minuto tra i professionisti? La risposta sta proprio in quest’ultima domanda.

Se per noi calciofili italiani stupisce che un giocatore venga acquistato da un top club direttamente dalla Primavera, per i paesi nettamente più affermati, come quello britannico, risulta la normalità. D’altronde se uno ha potenziale e margine lo si vede. Poi certo, un conto è giocare con quelli della tua età, un altro calcare il prato di San Siro con 80.000 anime a guardarti. Sta tutta lì la differenza, piccola ma drasticamente importante. Strutturalmente Casadei ha un qualcosa di british: fisico da 186 centimetri, non male per uno di 19 anni, e capacità di segnare, l’anno scorso 17 gol e 5 assist suggellati dal premio MVP della campionato Primavera 21/22.

CHELSEA, CASADEI GIOCATORE MODERNO

Insomma, Casadei è simbolo di modernità. Giocatore dinamico che segna e fa segnare. Che rifinisce e finalizza. Come definiscono gli inglesi, un “box-to-box” che è andato in doppia cifra nelle ultime tre stagioni. In più, fattore non da meno, l’essere decisivo, come il gol alla Roma nella finale scudetto Primavera che ha permesso all’Inter di raggiungere il momentaneo pareggio. Di testa, arrivando da dietro, con tempismo ed inserimento. Tanta esperienza in Youth League e già 24 presenze con le varie nazionali azzurre.

Qui l’Inter è avvisata. Il Chelsea si è spinto fino a 8 milioni di euro, ma i nerazzurri vogliono o un diritto di recompra o che venga offerto il doppio. Il coltello dalla parte del manico ce l’hanno gli inglesi, consapevoli che con i soldi, purtroppo, i club italiani cedono. Vedremo se l’offerta lieviterà ma la Beneamata non deve fare l’errore di cadere nel trappolone. Casadei è un talento e va coltivato, magari tenendolo un anno in prima squadra che male non gli fa. Darlo via così, come uno qualsiasi, sarebbe l’ennesima controprova che, anche dopo l’esclusione dal secondo Mondiale dell’Italia, non si è imparata la lezione.

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