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“Porteremo i tifosi vicino al campo e creeremo nuovi posti sui lati Maratona e tribuna d’onore che saranno caratterizzate da posti premium” dice così Filippo Minora architetto senior del gruppo Arup, che ha vinto il concorso per il restyling dell’Artemio Franchi di Firenze.

Arrivare ad un punto di svolta nella riqualificazione di questo stadio non è stato facile. La difficoltà è stata data dal valore storico-architettonico della struttura. Come già capitato a Bergamo, Udine e Torino, si dovrà cercare di conciliare l’architettura moderna con gli elementi storici che non possono essere demoliti. Quest’ultimi sono la torre di Maratona e le scale elicoidali.

I punti focali del progetto sono le tribune e la copertura. Gli spalti saranno in stile inglese, ossia verranno portati a ridosso del campo, togliendo così la curvatura dell’ex pista d’atletica, aumentando notevolmente la visibilità. La copertura invece, oltre al suo design elegante e giovane, aiuterà l’ambiente. Il tetto solare progettato sarà in grado di produrre energia rinnovabile. Così lo stadio di Firenze impatterà meno sull’ambiente. Nella struttura ci saranno anche aree dedicate a spazi commerciali, auditorium e musei.

Il progetto, guidato da Daniel Hirsch, non riguarda esclusivamente il restyling dell’Artemio Franchi, ma anche dell’intera area nord del quartiere Campo Marte. La possibilità di riqualificazione nasce dalla capacità di eliminare campi da calcio e barriere che sono presenti in zona. Al loro posto nascerà un parco. Anche l’accessibilità sarà modificata con l’aggiunta di tramvie e nuovi parcheggi.

Lo stadio sarà pronto tra 4 anni e i lavori potranno svolgersi durante il corso dei prossimi campionati, ma la riduzione della capienza sarà inevitabile.

Anche Firenze diventerà un simbolo di trasformazione. Il progetto non vuole cancellare il passato, ma valorizzarlo, così che lo stadio, nato dalla mano del grande architetto Nervi circa novant’anni fa, possa vivere ancora a lungo.