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Dusan Vlahovic ha rilasciato un’intervista a Icon, nella quale ha parlato del suo futuro bianconero e in generale della sua vita a 360 gradi, hobby, interessi e modelli.

Hai sempre avuto in testa la Juventus?

L’Arsenal ti voleva:

“Io non ho parlato con nessuno, forse il mio agente ne sa qualcosa. Ho solo un club in mente perché la Juventus è la Juventus. Non c’è altro da dire. Per me è un onore indossare questa maglia, fatico a crederci ogni singola volta che lo faccio. Mi identifico con il loro DNA. La personalità della Juventus coincide con la mia. Se giochi per la Juve non ti arrendi mai, combatti tutto il tempo, ti sacrifichi. Ed era tutto ciò che stavo cercando”.

Il gol fa parte di te?

“Il gol è l’emozione più grande di tutte. È qualcosa che mi riempie, mi pervade e quindi se non la provo mi sento vuoto. Ho un senso di vuoto. Segnare è come volare. E una volta che provi quella sensazione devi averne ancora e ancora. Ecco perché dico che crea dipendenza”.

I paragoni con Ibrahimovic?

“I paragoni con grandi campioni da 400-500 gol e 20-30 titoli non sono molto giusti. Non mi infastidisce, ma è vero che certi raffronti aumentano le aspettative e se sbagli una o due volte vieni ricoperto dalle critiche. Tutti abbiamo il diritto di sbagliare, siamo tutti umani. E io voglio avere la mia personale carriera”.

Al di fuori del calcio, cosa fai?

“Io non voglio mai riposarmi. Sono concentrato 24 ore al giorno e 7 giorni a settimana. Cosa faccio a casa? Guardo partite di calcio. Le sfrutto anche per imparare e migliorare. Noti le cose, ti metti nei panni altrui e dici: “avrei fatto questo o quello”. Poi mi piace passare il tempo con la famiglia e con gli amici. Non mi piacciono i video games e non sono bravo. Preferisco andare a camminare. In passato avevo tempo per leggere, ora no. Sono completamente dedicato al calcio e, per me, è solo l’inizio del percorso. Il meglio deve ancora venire”.

La pressione come la gestisci?

“Mi piace la pressione. Mi piacciono le alte aspettative, portano fuori l’adrenalina. Non ne ho mai sofferto troppo e non mi preoccupo quando la gente parla di pressione”.

I tuoi modelli nello sport?

“Michael Jordan per la mentalità. E Novak Djokovic. E’ serbo e senza dubbio il numero uno. E’ un grande campione e lo ammiro, anche per la forza mentale: come affronta i problemi o come può giocare 7 partite consecutive superando 7 ostacoli diversi. Quando credi in te stesso, quando hai fiducia, niente ti destabilizza. Serve avere questa forza mentale”.

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