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Pausa Nazionali archiviata, è tempo di ributtarsi sul campionato. La Juventus lo farà domenica sera allo Stadium contro un Verona bestia nera negli ultimi anni e che darà sicuramente del filo da torcere ai bianconeri col suo modo “gasperiniano” di giocare. Massimiliano Allegri è uno che pensa sul lungo termine, considerando la mole di partite che dovrà giocare la sua squadra fino alla prossima sosta di marzo. I tifosi bianconeri non aspettano altro che il debutto di Dusan Vlahovic, il “nove dei numeri nove” che dovrà trascinare con le sue stoccate la Juventus nelle prime quattro posizioni. Considerando che nel week-end ci sarà il derby di Milano, la Vecchia Signora non può sbagliare il crash-test contro il Verona dell’ex Igor Tudor per recuperare altri punti.

Allegri, lo conosciamo, è uno che con i nuovi giocatori che arrivano in squadra ci va sempre piano. Lì studia, lì vuole conoscere, capirne bene le caratteristiche, per poi buttarli dentro al momento opportuno. Peccato che alla Juventus questo momento opportuno è subito, considerando le esigenze che ha la squadra nel reparto nevralgico e avanzato. Infatti, sia Vlahovic che Zakaria hanno molte probabilità di comparire nella distinta degli 11 titolari che scenderanno in campo contro gli scaligeri. I motivi sono molto semplici: il serbo sarà il perno centrale dell’attacco bianconero da qui ai prossimi 5/6 anni (indicativamente), dunque non si tocca.

Considerando poi che Dybala rientra dalla Nazionale, Allegri affiderà le chiavi dell’attacco a Morata e Vlahovic per l’appunto. L’unica questione che rimane da capire è la condizione fisica dell’ex Fiorentina, rimasto fermo una settimana intera causa Covid e che da tre giorni ha ripreso ad allenarsi sul campo. Per quanto riguarda il centrocampo, Locatelli è squalificato, Bernardeschi ha un affaticamento e McKennie tornerà soltanto domani dagli USA per gli impegni con la Nazionale.

Facendo la conta, rimarrebbero soltanto Rabiot, Arthur e Zakaria. Due di questi scenderanno in campo dall’inizio nel 4-4-2 di Allegri, che potrà variare in un 4-2-3-1 a seconda degli altri giocatori. Il brasiliano è cresciuto nell’ultimo mese e mezzo, con Allegri che gli ha dato più fiducia cercando di farlo diventare il “cervello” della squadra. Affianco a lui potrebbe esserci il debutto per lo svizzero, giocatore fortemente voluto dal tecnico livornese che abbina qualità a quantità, due componenti fondamentali e che mancano nel centrocampo bianconero.

In più, considerando il valore dell’avversario che ti viene a prendere uomo su uomo, la pulizia tecnica diventerà ancora più importante, per questo motivo l’ago della bilancia pende su Arthur e Zakaria. Affianco a loro, in un ipotetico centrocampo a 4, ci potranno essere Cuadrado a destra (Danilo arretrato terzino basso), e forse Rabiot tutta fascia a sinistra, ruolo che ha già ricoperto a inizio stagione ma che non gli si addice per niente. C’è anche la tentazione Moise Kean, più esterno che prima punta, che potrebbe redimersi nel ruolo di esterno alto a sinistra che aveva interpretato bene per applicazione in un paio di uscite stagionali. La conferenza stampa di vigilia prevista sabato da parte di Allegri ci toglierà qualche dubbio esistenziale.

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