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Subito dopo la pesante sconfitta contro il Genoa, Massimiliano Allegri ha parlato ai microfoni di Dazn e Sky. 

Queste le dichiarazioni del tecnico: 

Dispiace aver perso una partita che si era incanalata bene, dovevamo far prima il 2-0. Purtroppo dobbiamo migliorare ma usciti Arthur, Miretti e Paulo non abbiamo avuto chi dava i tempi di gioco e rallentava l’azione. Avevamo contropiedisti, giocavano palla indietro e avanti, quando poi sbagli gol ci lasci le penne così. Dispiace perdere, a livello di classifica contava meno. Ne facciamo tesoro, mercoledì c’è la finale di Coppa e non possiamo sbagliare così tanto”.

Finisce quindi sotto esame la prestazione della sua squadra che, dopo il vantaggio con Dybala, non è riuscita a chiudere il match contro la penultima in classifica a cui ha addirittura consegnato la vittoria finale. 

Serata amara quindi per i bianconeri che cadono in trasferta dopo sei mesi di imbattibilità, non accadeva infatti dal 30 ottobre 2021 contro il Verona.

Una sconfitta che non pesa sulla classifica della Juventus, già matematicamente in Champions, ma che allontana un possibile terzo posto e che lascia molta delusione e rammarico ai tifosi. 

Mercoledì i bianconeri affronteranno l’Inter in finale di Coppa Italia che invece ieri ha battuto in rimonta l’Empoli per 4 a 2. 

Non il modo migliore per presentarsi all’unica sfida della stagione che potrebbe regalare un trofeo alla squadra. 

E se sui social spopola ormai ovunque l’# AllegriOut, non è passata inosservata la rabbia di Dusan Vlahovic al momento della sostituzione con Morata al 75’.

Il serbo ha seguito i minuti finali della partita scuro in volto, vicino al compagno Dybala, e al momento del gol del pareggio del Genoa ha vistosamente scosso la testa. 

“VLAHOVIC TROVERÀ IL SUO EQUILIBRIO”

Ai microfoni di Sky Sport Allegri ha poi risposto alla domanda più gettonata del momento ossia la cosiddetta “crisi di Vlahovic” e ha difeso ancora una volta il giovane centravanti, andando controcorrente: 

Ha fatto una delle migliori gare a livello tecnico, l’ho tolto perché avevo Morata fresco e per farlo rifiatare. Sono molto contento di come ha giocato tecnicamente. Io ho provato a spiegarlo ma sono sempre stato attacco come se ce l’avessi con Vlahovic: un giovane ha meno gare degli altri in Serie A. Attraverso questo deve trovare un equilibrio. A volte dico le cose ma non capiscono o non fanno finta di non capire. Lui non si rende conto della prestazione buona, ma piano piano troverà un equilibrio. Troverà serenità per giocare a ritmo giusto a livello mentale, sono step che deve fare. Ora che non fa gol, si sente in difetto ma non è così. Glielo dico, ci parlo, stasera la sua gara è tecnicamente buona. Giocasse sempre così sarebbe un bene per la squadra”. 

Vlahovic sembrava di tutt’altro avviso ma questa sua rabbia in campo potrebbe condizionare anche il resto della squadra e, soprattutto nelle partite importanti come quella di mercoledì, la serenità e l’equilibrio sono invece fondamentali per non sbagliare. 

BACCHETTATA A KEAN

Se da un lato Allegri difende la prestazione del serbo, seppur sia apparsa invece alquanto incolore, non risparmia qualche critica ad un altro attaccante: Moise Kean.

A volte le cose vanno bene con una sola occasione, altre hai tante opportunità e non fai gol. Moise è un 2000, ha tanta esperienza, ma a volte fa troppa lotta, quando dovrebbe giocare semplice. Fa duelli che non servono, ma sono cose che si possono solo migliorare: più gioca e più migliora”.

IL CONFRONTO CON PIRLO 

Al di là delle sue parole c’è poco da salvare in tutta la prestazione della sua squadra, per non parlare dell’errore clamoroso di Rabiot e della incapacità di chiudere una partita che sulla carta, e non solo, era tutta scritta in favore dei bianconeri. 

La Juventus targata Allegri 2.0 chiuderà sicuramente con meno punti (75) rispetto a quella di Pirlo (78), suo tanto discusso predecessore. Il confronto si sposta ora, anzi mercoledì, sulla bacheca trofei: anche vincendo la Coppa Italia, Allegri non farà meglio di Pirlo, che aveva vinto anche la Supercoppa, ma almeno potrebbe evitare di essere il primo allenatore della Juventus dai tempi di Delneri nel 2011 a chiudere la stagione a “zero tituli”. 

Confronto quindi impietoso sì ma che deve tener conto che Allegri non ha a sua disposizione un certo Cristiano Ronaldo, bomber da 29 reti in Serie A. 

Allegri ha avuto da subito una squadra con più infortunati che presenti, perdendo subito Chiesa, con Dybala-Chiellini e Bonucci spesso ai box, Locatelli e McKennie con la stagione finita a marzo. 

Una stagione a tratti ben diversa da quella che molti, forse lui stesso, si erano immaginati per la Juve abituata a vincere anzi stravincere in campionato. 

Mancano solo due partite per chiudere questa stagione e sperare che il mercato estivo e una buona preparazione atletica facciano il loro per riportare la Juve ai vertici.