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Questo passa il convento, ma non si può non affermare che Milan e Napoli siano il meglio del calcio italiano attuale. Domenica ne è venuta fuori una gara all’insegna dell’equilibrio. Ad avere la meglio è stata la squadra di Spalletti (in panchina Domenichini) grazie alla maggior precisione.

Gli uomini di Pioli hanno tenuto il pallino del gioco, andando vicino al gol in un’occasione nel primo tempo. Il Napoli ha sfruttato le sue due occasioni più nette, portando a casa una vittoria di platino. Forte del giorno di riposo in più, il Milan ha mostrato maggiore intensità e ha tenuto meglio il campo. Gara di sofferenza degli ospiti, che hanno espugnato San Siro sfruttando gli episodi a loro vantaggio.

Partita che sarebbe potuta finire in qualsiasi modo. Gara contrassegnata dall’equilibrio. Ad entrambe mancava uno dei principali protagonisti. Pioli non ha potuto contare su Rafael Leão, Spalletti su Victor Osimhen. Due stelle che ci auguriamo di rivedere al ritorno in una gara che si giocherà il 2 aprire 2023 e potrebbe essere una sfida scudetto.

Viste le grosse difficoltà tecniche delle altre, non possiamo non definire Milan e Napoli le migliori squadre italiane. Almeno in questo momento. Entrambe sono dotate di solidità, armonia, qualità e intensità. E sono quelle che hanno finora convinto in Europa. Un pareggio a Salisburgo per il Milan (con vittoria sfiorata nel finale) non è affatto da buttare. Napoli invece a punteggio pieno dopo i successi contro Liverpool e Rangers. Con Juve e Inter in difficoltà nei rispettivi gironi, le due che si sono affrontate ieri sono quelle con più chance di approdare agli ottavi.

Sono oggettivamente le due squadre, almeno tra le big, che hanno puntellato meglio la rosa. La Roma si è rinforzata con Dybala, ma un gap di oltre 20 punti non si colma in una stagione. L’Inter ha acquistato Lukaku, fermo ora ai box, la Juve ha portato avanti una sessione di calciomercato scellerata. La Lazio pecca in termini di rosa. L’Atalanta ha rinnovato, con pregi e difetti.

La Dea è al primo posto in coabitazione con gli uomini di Spalletti. Ha il vantaggio non trascurabile di non giocare in Europa, ma l’esperienza non è quella delle principali contender al titolo. Persi Gomez e Ilicic, i due colombiani Zapata e Muriel non sono di primo pelo. Le altre papabili devono resistere fino alla nuova sosta, per poi puntellare sul mercato di gennaio. Non sarà tuttavia facile liberare le slot necessarie e l’inserimento dei nuovi non è scontato.

La Juve è un’accozzaglia di figurine e alcuni calciatori a fine ciclo, con giovani indubbiamente interessanti ma non pronti per vincere. L’Inter sembra aver perso il boost dato da Antonio Conte. Inzaghi ha già perso tre gare e la squadra non convince per nulla. La Beneamata dello scudetto aveva a disposizione Lukaku al top, Hakimi e Perisic, oltre che Eriksen e, naturalmente, il condottiero leccese. La chiave per la risalita è data, naturalmente, dall’asso belga, attualmente fermo ai box per infortunio.

Dopo appena sette partite sarebbe folle togliere dalla lotta scudetto altre squadre. Eppure Milan e Napoli sembrano aver acquisito una mentalità duratura. I rossoneri hanno perso una gara, ma non sono stati certo travolti. La sfortuna ci ha messo del suo così pure ha inciso l’assenza del loro calciatore più rappresentativo.

Viene erroneamente fatto passare il messaggio secondo cui Milan e Napoli siano due squadre essenzialmente fondate sul collettivo. Rafael Leão, Tonali e Theo Hernandez sono dei fuoriserie per il nostro campionato. E vi sono tanti altri calciatori da scudetto nella rosa del Milan. Per quanto riguarda il Napoli, Kvaratshkelia sta facendo dimenticare Insigne e Kim ha migliorato il rendimento difensivo rispetto a Koulibaly. Osimhen è un centravanti di livello internazionale. Lobotka e Anguissa hanno dimostrato anche in Europa, così come Zielinski.

Il Milan ha dalla sua il vantaggio non trascurabile della piazza. A Milano è decisamente più facile vincere rispetto che a Napoli. La piazza sa gestire i momenti, a differenza di quanto accade nella città partenopea. Ad ogni modo, entrambe le squadre hanno una fame di vittoria enorme. I rossoneri non sono domi e il gruppo è tutt’altro che saturo. Gli azzurri stanno ritrovando gli entusiasmi degli anni d’oro di Sarri. La convinzione per raggiungere il traguardo massimo va dimostrata. La rosa è però oggettivamente più profonda rispetto a cinque stagioni fa.

Non c’è stata naturalmente una scrematura del gruppo. D’altronde sono state disputate appena sette giornate di campionato. Prima del Mondiale capiremo se, come sembra, sarà una lotta a due, oppure ci saranno altre squadre che rientreranno….