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È questa la domanda che si stanno ponendo in moltissimi in questi giorni.
Quasi due anni dopo l’inizio della pandemia di Coronavirus, i contagi dilagano in tutto il mondo e lo sport di squadra torna a pagarne le conseguenze.
Sulla Serie A sembra infatti essersi abbattuto l’effetto “sosta invernale” che ha portato così decine di casi di positività. 
Dopo la settimana di vacanze alcuni giocatori infatti, molti provenienti dall’estero, sono risultati positivi con il consueto tampone di controllo. 

I club sono ad oggi con 50 casi di Covid di cui almeno 38 sono giocatori.
L’ultimo in ordine di tempo Giorgio Chiellini che il 30 dicembre si era anche allenato con i compagni. 
Vista la situazione delicata, unita alla riduzione della capienza degli stadi che è tornata al 50% con disposizione dei tifosi a scacchiera, sono diversi i club che spingono per non giocare giovedì 6 gennaio e di fatto quindi posticipare la ripresa del campionato.
Dal 10 gennaio inoltre i giocatori no-vax, uno nella Roma, non potranno giocare in Serie A dove la percentuale però dei giocatori vaccinati è del 98%.

La variante Omicron che sta dilagando da inizi dicembre a questa parte, non riguarda solo il campionato italiano. 
In Premier League sono state rinviate 3 partite del Boxing day e due del turno successivo (28-29-30 dicembre), In Ligue 1 il numero massimo di spettatori negli stadi è sceso a 5.000 e in Bundesliga si gioca, almeno per ora, di nuovo a porte chiuse.

I NUMERI 

Molti club attendono quindi il rientro dei loro tesserati con una certa preoccupazione, soprattutto dopo il focolaio che si è sviluppato a Dubai
Qui si è tenuto settimana scorsa il Globe Soccer Awards e qui sono in vacanza molti calciatori di Serie A, dagli juventini Alvaro Morata, Dejan Kulusevski, de Matthijs Ligt e Leonardo Bonucci al milanista Theo Hernandez, passando per gli interisti Lautaro Martinez e Stefan de Vrij fino al napoletano Dries Mertens e al romanista Gianluca Mancini

Ecco l’elenco attuale dei positivi: 

Atalanta: due giocatori non specificati.
Bologna: Hickey, Viola, Dominguez e Molla.
Cagliari: Nandez.
Empoli: 3 nel gruppo squadra.
Fiorentina: 1 giocatore.
Genoa: Shevchenko, Criscito e Serpe.
Inter: Dzeko, Cordaz e Satriano.
Juventus: Chiellini, Arthur, De Winter, Pinsoglio, Soulé.
Napoli: Osimhen (rimasto in Nigeria), Lozano ed Elmas. Malcuit e Petagna in quarantena, ma non positivi.
Roma: 1 giocatore oltre a Mayoral in isolamento come contatto.
Salernitana: 7 nel gruppo squadra, tra cui 6 giocatori.
Sampdoria: Falcone, Augello e 2 membri dello staff.
Sassuolo: 2 nel gruppo squadra.
Spezia: Hristov, Kovalenko, Nzola, Manaj e un collaboratore.
Torino: Verdi, altri tre giocatori e un membro dello staff.
Venezia: un positivo nello staff.
Verona: Magnani.

GIOCARE OPPURE NO?

Tra i club che spingono per non giocare il 6, anche a costo di spezzettare il turno in varie date, capeggia il Napoli che giovedì dovrebbe affrontare la Juve. 
L’opinione solida di chi come De Laurentis non vorrebbe per il momento scendere in campo è quella che sarebbe troppo pericoloso farlo senza sapere il numero reale dei possibili contagiati. 
La Lega Serie A si mostra invece inflessibile per quanto riguarda i rinvii e l’opinione assolutamente contraria è dovuta principalmente al calendario molto denso. 
Difficile ora pensare di calendarizzare una giornata di recupero tra coppe europee, Supercoppa, Coppa Italia e l’importante finestra per la Nazionale. 
Lo stesso ct Mancini sperava di far rinviare un turno di campionato a marzo per avere i giocatori con qualche giorno di anticipo in vista dei playoff per i Mondiali.
Proprio oggi il Consiglio di Lega si riunirà d’urgenza per decidere sul rinvio della Supercoppa italiana in programma il 12 gennaio tra Inter e Juventus. 
La decisione aspetterà ai consiglieri Tommaso Giulini del Cagliari, Luca Percassi dell’Atalanta, Paolo Scaroni del Milan e Maurizio Setti del Verona. 
Il pressing dei due club è forte per il rinvio e non solo per il numero dei contagi ma anche per il fatto che, giocare questa partita ora con gli stadi al 50%, farebbe perdere una buona fetta di ricavi. 
Staremo a vedere quale se anche in questo caso prevarrà il no.

Nonostante l’apparente ripresa del campionato le Asl tengono costantemente monitorata la situazione e in caso di veri e propri focolai nei club, la Serie A potrebbe subire una brusca frenata.